PELE': DALLE FAVELAS AL PALLONE D'ORO, COME E PERCHE'

Ieri compiva 79 anni la più grande leggenda del calcio finora. Con oltre 1000 reti in 21 anni di carriera tra Santos, Nazionale e N.Y. Cosmos, la sua storia la riassumiamo per augurargli (postumo) buon compleanno

Lo conosciamo tutti dai Mondiali, dalla cinematografia e dal tormentone estivo "Maradona y Pelé" dei Thegiornalisti. Ma quel che non sappiamo di Pelé è che è l'unico calciatore ad aver vinto ben tre edizioni del campionato mondiale con il Brasile. Soprannominato O Rei, ieri ha compiuto i suoi 79 anni, ed oggi è dirigente sportivo della nazionale brasiliana. Per omaggiarlo, andiamo a vedere qualche suo tratto della carriera e le sue caratteristiche principali.

LE CARATTERISTICHE DEL SUO SOPRANNOME- Calciatore completo di tutto, capace di coniugare tecnica e abilità atletiche, intelligenza e velocità, precisione nei passaggi e spessore nei gol, insomma, una macchina per segnare. Il suo palmarès ammonta a 30 partite con quattro gol, 92 triplette e 6 poker. Inventore della drible de vaca, lasciava passare il pallone da una parte del portiere e si lanciava su quello opposto. Nella finale dell'edizione 1970, effettò un balzo d'atleta che lo definì un abile colpitore di testa.

BREVE BIOGRAFIA: DALLE FAVELAS AI MONDIALI- Facendoci aiutare da Wikipedia, figlio dell'ex calciatore Dondinho, si guadagnò compensi extra pulendo scarpe, e quando gli venne consigliato di giocare a calcio, non potendo comprare un pallone, giocava con stracci legati. Il soprannome Pelé lo ricevette da un suo compagno di scuola, per una sua storpiatura del portiere Bilé.

Dopo aver iniziato col Bauru, militò per 18 anni nel Santos segnando 1000 gol in carriera, questo raggiunto su un rigore insaccato allo Stadio Maracana il 19 novembre 1969. Dopo un anno lontano dai campi, nel 1975 passa al New York Cosmos, al fine di promuovere il calcio nell'America del Nord. In tutti questi anni militò anche nella nazionale brasiliana, dove vinse ben tre mondiali, facendo alti risultati, come un 5-2 contro la Svezia e ottenendo anche altre 66 vittorie, contro 14 pareggi e 11 sconfitte. Qui, Ronaldo, Messi e Neymar, a detta dei più illustri, dovrebbero inchinarsi e prenderlo come modello d'ispirazione.

Gianluca Scanu

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