LA CURA CORINI FA SOGNARE I TIFOSI BIANCOBLU

Arresto inaspettato per il Lecce, ma tanto di cappello ai Bresciani che sembrano tornati ai tempi d'oro
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PW BRESCIA
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LECCE PW

Primo tempo: 2-0


GOL: 32' Chancellor (BR), 44' Torregrossa (BR), 62' Spalek (BR)
Note: angoli 6-4 per il Lecce, recupero 2' p.t.- 4' s.t.
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BRESCIA

Si parla di curare il Brescia? Se si, la cura è già pronta, ed è il mister Corini. Spalek funge da chiave, in quanto sblocca il match servendo Chancellor, autore del vantaggio biancoblù, e lo chiude con il suo terzo gol. Di contro il Lecce, con gli animi evidentemente ancora infiammati per il 5-1 incassato dalla SPAL in Coppa Italia, si chiude ermeticamente in difesa, esponendosi ai contropiedi delle rondinelle. Solo nel secondo tempo, ci provano i salentini, ma con meno grinta rispetto agli avversari, ed esponendosi più volte al fallo da ammonizione e senza mai spaventare Alfonso.

LA CHIAVE: NICOLAS SPALEK
Senza lui non s'aveva da far. Il centrocampista slovacco si è rivelato essere un giocatore importante per il Brescia, da quando è entrato in sostituzione del deludente Ndoj. Al 32' contropiede del Brescia, in cui tenta la sponda di testa Spalek: Chancellor riceve il pallone perfetto, che gli permette di insaccare facilmente di coscia. Azione ben costruita, su una precisione a misura di porta.

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Il tocco magico Spalek, al 61', tocca sottoporta per il 3-0

Al 61' terzo gol del Brescia di Spalek: la formazione aveva rischiato di subire, pochi minuti prima, l'accorciamento da parte dei salentini. Ma Bisoli, con un corner, serve Spalek che effettua un tocco facile per l'archiviazione della partita, che il Lecce ha invece buttato all'aria, come succitato, tentando poche occasioni tra il 70' ed l'80', con pochissima precisione.

LIVERANI SU BALOTELLI: "IN CAMPO BISOGNA SAPER STARE"
L'ex Milan, nell'intervallo, è stato duramente attaccato da Liverani, dopo che in un momento di tensione aveva colpito Rispoli con un calcio ed attaccato da Fabio stesso, che riceve come risposta un segno di tacere.


"Io sono sui campi da vent'anni e credo che ognuno di noi ha la sua storia. Anch'io sono di pelle nera, ma non ho mai ricevuto un 'buu' in nessuno stadio. Queste cose non si possono strumentalizzare. Io non porto rancore, esco dal campo e finisce lì. Ma ci vuole educazione". 
Mi riferisco a Balotelli, tutti hanno gli occhi per vedere che si può avere un comportamento diverso. In campo bisogna saper fare e bisogna saperci stare".
Gianluca Scanu

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