Ad 84 anni si spegne l'eroe della storia interista, che militò anche in Torino e Roma
MADRID
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Sede Real Madrid
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Ci lascia un altro dei più grandi campioni storici del calcio. Joaquin Peirò, rimasto impresso nella storia dei tifosi interisti e romanisti, è morto ieri a 84 anni nella sua abitazione a Madrid, dopo una lunga malattia. Si ricorda principalmente per un azione eroica con la maglia della Beneamata, effettuata in una partita di Champions League (all'epoca Coppa dei Campioni) contro il Liverpool: palla rubata al portiere del Liverpool e pallonetto convalidato che consentì all'Inter la rimonta del match e l'accesso alla finale contro il Benfica.
Il Palmares: due fisso
Il suo esordio fu con il Real Murcia nel 1954, allora debuttante in Liga2 (la Serie B della Spagna, ndr), mentre l'anno successivo vestì la maglia dell'Atletico Madrid, in Liga (massima serie) mantenendola per 7 anni, dove conquisterà due scudetti ed una Coppa delle Coppe (oggi Supercoppa UEFA). Vanterà 221 presenze, record per l'epoca, e 127 gol in biancorosso; dopodichè approderà in Italia, dove indosserà le maglie di Torino, Internazionale e Roma.
Se con i granata non ha conquistato nessun titolo, pur contribuendo a raggiungere ottime posizioni in Serie A e le finali delle varie Coppe, oltre ad essere capocannoniere della Coppa Italia nel 1963-1964, con le altre due maglie segnò la storia del calcio: l'azione succitata fece sì che l'Inter conquistò la sua seconda Champions consecutiva, ottenuta ai danni di Liverpool e Benfica, oltre a due Coppe Intercontinentali e due scudetti. Terminata l'esperienza nerazzurra, coi giallorossi fece sua la Coppa Italia 1968-1969, la seconda nella storia del club, che segue il primo trofeo di 5 anni. Tornerà poi in Spagna, all'Atletico Madrid, dove non scenderà in campo a causa dei raggiunti limiti di età.
Impegni nazionali ed attività da allenatore
Si ricordano due partecipazioni ai mondiali: la prima nel 1962, dove contribuì per la Nazionale Spagnola al passaggio in semifinale segnando un gol contro il Messico, e nel 1966. Da allenatore si sedette nelle panchine di Figueres, delle prime sqauadre in cui ha militato (Real Murcia e Atletico Madrid), e da ultimo nel Malaga, sino al suo ritiro nel 2004.
Con tale squadra si fregierà della Coppa Intertoto 2002, posizionandosi, dopo aver battuto il Villareal col punteggio complessivo di 2-1, sopra il Fulham (che aveva sconfitto per 5-3 il Bologna), e Stoccarda (vincente contro il Lille al ritorno, per un punteggio complessivo di 2-1).
TEMPO DI LETTURA: 1 m e 55 s 🕑
Il Palmares: due fisso
Il suo esordio fu con il Real Murcia nel 1954, allora debuttante in Liga2 (la Serie B della Spagna, ndr), mentre l'anno successivo vestì la maglia dell'Atletico Madrid, in Liga (massima serie) mantenendola per 7 anni, dove conquisterà due scudetti ed una Coppa delle Coppe (oggi Supercoppa UEFA). Vanterà 221 presenze, record per l'epoca, e 127 gol in biancorosso; dopodichè approderà in Italia, dove indosserà le maglie di Torino, Internazionale e Roma.
Impegni nazionali ed attività da allenatore
Si ricordano due partecipazioni ai mondiali: la prima nel 1962, dove contribuì per la Nazionale Spagnola al passaggio in semifinale segnando un gol contro il Messico, e nel 1966. Da allenatore si sedette nelle panchine di Figueres, delle prime sqauadre in cui ha militato (Real Murcia e Atletico Madrid), e da ultimo nel Malaga, sino al suo ritiro nel 2004.
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Gianluca Scanu
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