Solo sorprese sotto il sole veneto, atmosfera surreale ma festosa
JESOLO | Stadio Armando Picchi |
Il Picchi è il primo scenario nazionale FISPES del 2020, dopo le numerose sospensioni per il Coronavirus; e come tale fa capire che nel mondo dell'atletica qualcosa è cambiato. Chi ci si aspettava arrivasse primo, è arrivato terzo, e viceversa, per fare un esempio. Ma nel sabato di gare è successo di tutto, dentro e fuori dal campo, tra gare tiratissime ed episodi controversi, che hanno turbato a tratti un giorno di allegria sportiva. Tuttavia, non è mancato di sottolineare il vero senso delle manifestazioni: la diversità nello sport.
Venerdì: guerra alle prime medaglie
Appena arrivati al Picchi, gli atleti hanno subito cercato la vittoria, soprattutto nelle gare con alta concorrenza. La gara più combattuta ed appetitosa è stata quella dei 100 metri T20, dove a darsi battaglia sono stati, principalmente, Federico Cabizza, Gaetano Schimmenti, e Mario Bertolaso: il marchigiano Antropos trionfa con 11.87, esultando come fosse la prima vittoria. Cabizza tenta la vendetta esordendo nel salto in alto, arrivando di nuovo secondo dietro ad Andrea Mattone, con misure di 1.47 e 1.50.
Agli argenti del blasonato Cabizza fa da contraltare l'oro di un esordiente della Polisportiva Luna e Sole: Gianmatteo Punzurudu, alla sua prima esperienza, vince con 8.28 il getto del peso e la sua prima medaglia.
Podio del peso anche per Chiara Masia e Alice Peltz, con misure di 8.20 e 5.58, mentre Cristian Lella giunge secondo dietro ad Alessio Talocci (Antropos, 19.40) e davanti a Luigi Casadei (Antropos, 8.40).
Tra le prestazioni del venerdì sono degne di nota altre apparizioni della Polisportiva, come quella di Chiara Masia, seconda nel giavellotto, di Alice Peltz, seconda nei 200, ed il quinto posto d'esordio sempre nel giavellotto di Gianmatteo Punzurudu, assieme alle vittorie di Vincenzo Cascella nei 5000, di Cristiano Carnevale nei 1500, e di Simone Colasuonno nei 10000.
Un fantastico/tragico sabato
Al sabato sono di scena le specialità di mezzofondo: nei 400 metri spiccano il campione del mondo Ruud Koutiki, Gabriele Brengola, Mario Bertolaso e Gianluca Scanu, in una corsa ai record personali, oltre che al podio. Koutiki stravince con 54.25, riconfermando campione in un 400 rivelatosi un replay della gara dell'anno scorso: prima lottano Scanu e Bertolaso per il 1º posto, con esso favorito, poi Koutiki prende testa e largo, Scanu crolla e lascia spazio a Brengola.
Il sardo tenta di rifarsi negli 800, dove trova Orazio Asta e Francesco Venturelli (ASD Francesco Francia): il 2004 domina solitario, Scanu segue fino agli ultimi 250, dove Asta inizia a subentrare nel ruolo di vicecampione. La lotta termina ai 100 metri, allorché il 2003 distanzia il sardo, apparso stanco e fisicamente sciupato, ma eccellente in quanto esordiente in specialità. Tra gli ori si riconferma, intanto, Cabizza nei 200 metri, quale campione italiano, assieme a Sara Cocciu che agguanta un doloroso bronzo nei 200 metri, mentre il disco rivede la lotta Talocci-Lella, rispettivamente primo e secondo in specialità.
Il sabato, tuttavia, è fantastico-tragico per due episodi di spicco fuori dal campo: quattro premiazioni non sono state effettuate, le prime tre per un inspiegabile furto di medaglie, mentre il quarto, riservato ai primi 3 dei 400 metri T20, non viene effettuato per l'assenza del Campione Italiano Koutiki, condannando i premiandi Brengola e Bertolaso a tornare a mani vuote. Ma ciò non scalfisce totalmente l'umore degli atleti, che ora guardano con attesa il cielo di Roma, ultima tappa 2020 delle gare nazionali FISPES, stanchi ma felici
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Gianluca Scanu






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