Trionfo in rimonta, Perez puo' accompagnare solo, risorge la Ferrari
ISTANBUL | Circuito Istanbul Park |
La storia si ripete: stesso sport, stesso numero di campionati vinti. Ma stavolta non è Schumaker, eroe di una Ferrari oggi risorta.
Lewis Hamilton, approfittando dei problemi tecnici di Stroll, vince sorpassando il tedesco e le rosse Vettel e Leclerc al 40° giro, conquistando la sua settima coppa dalle grandi orecchie con una rimonta alquanto proibitiva, almeno all'inizio
La gara
40 giri di Stroll, Perez secondo fisso
Freddo ad Istanbul, con 11°C in aria e 15°C sull'asfalto: sfida che si annuncia difficile per i corridori. Prima della gara, infatti, Giovinazzi e Russell abdicano anzitempo, per diversi incidenti che gli impediscono di continuare.
Freddo ad Istanbul, con 11°C in aria e 15°C sull'asfalto: sfida che si annuncia difficile per i corridori. Prima della gara, infatti, Giovinazzi e Russell abdicano anzitempo, per diversi incidenti che gli impediscono di continuare.
Alle prime battute c'è un esordiente capace di confermare quanto fatto vedere nelle qualificazioni: Lance Stroll, team Racing Point (di cui è leader), si porta in testa e ci rimane per 40 giri, con il compagno Perez a seguire. Vettel tiene alto l'onore della Ferrari, vendicando in qualche modo anche Leclerc, impantanato nelle viscere di coda.
La lotta sotto il podio vede coinvolti Verstappen, Albon, ed anche Hamilton alle prese con alcuni problemi tecnici.
A turno, ognuno di loro entra nel pit-stop, mentre al 14° giro vengono esposte le segnalazioni di Virtual Safety Car per rimuovere l'Alfa Romeo di Giovinazzi. Fino al 39° giro la testa non cambia, con il duo Stroll-Perez a comandare, mentre Albon, Vettel, Hamilton e Ricciardo lottano per il podio, e Leclerc che recupera clamorosamente posizioni rispetto all'inizio.
L'errore decisivo e la sentenza
Con una crescente intesa, Hamilton spunta la lotta per il terzo posto, ma accade l'impensabile: Stroll scivola, Perez rallenta e finisce al pit-stop, consentendo al Mercedes di prendere il comando solitario.
Con una crescente intesa, Hamilton spunta la lotta per il terzo posto, ma accade l'impensabile: Stroll scivola, Perez rallenta e finisce al pit-stop, consentendo al Mercedes di prendere il comando solitario.
Da lì si sa dove va a finire la gara: con un tempo di 1:42:19, il tedesco taglia il traguardo che vede conquistare il settimo titolo mondiale, arrivando ad un passo dal record leggendario.
Se Perez resta incollato al secondo posto, la sorpresa di giornata è la Ferrari, autrice di una rimonta che la porta al 3° e 4° posto, occupati rispettivamente da Leclerc e Vettel. Stroll scivola all'8° posto, con Sainz, Verstappen e Albon davanti e Norris e Ricciardo dietro. Male infine Raikkonen e Bottas, scivolati agli estremi delle retrovie.
Il tedesco entra dunque negli annali, raggiungendo Michael Schumaker e conquistando la vittoria numero 94 di un Gran Premio nella sua carriera, piazzandosi come il migliore a livello di gestione tecnica e guadagnandosi il titolo di "maestro della guida", con una rimonta di esempio per i giovani karter.
TEMPO DI LETTURA: 1' 22'' 🕙


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