I RETROSCENA DI ATALANTA-FIORENTINA: RISSE, DISPERAZIONI, FISCHI. LE NOSTRE VALUTAZIONI

Gomez nervoso, Prandelli di più: l'humor post-partita non è dei migliori.

BERGAMO
Gewiss Stadium

La Dea perde anche quando vince. Moralmente, s'intende, perchè ciò che succede fuori dal campo, prima di questo match, è una commedia già vista: una rissa. E non tra giocatori avversari, ma tra l'attaccante e l'allenatore.
La Dea avrà vinto sì, ma senza il jolly Gomez. Motivo? Una sfuriata con Gasp, artefice di questo miracolo in Champions, negli spogliatoi durante proprio la storica partita con l'Arsenal.
Ma almeno la Dea se la passa bene, mentre la Fiorentina è in piena crisi. Come tutti gli anni. Sembra una reazione a catena: buon inizio, crollo, esonero, disperazione e salvezza finale. Ma quest'anno, per ora, non sta andando così. Si spera in una sua risalita, ma per farlo serve molta più grinta e qualche vittoria, ancora non arrivata.

Casa Atalanta: tra storia e storie (a rischio)
La Dea, come succitato, scende in campo senza il Papu, il jolly della rinascita Atalanta, il simbolo della favola orobica in Europa.
A causare tutto ciò sarebbero dei dissidi tra l'attaccante ed il ct Gasperini, culminati mercoledì sera, sfociati addirittura in rissa fisica negli spogliatoi.
Una trama già vista, assente in massima serie dai tempi della rissa tra Ljajic e Delio Rossi, in Fiorentina-Novara del 2012.
Le possibilità di permanenza del Papu, al momento sono poche, come scrive in un tweet:


"Cari tifosi atalantini, vi scrivo qua perché non ho nessun modo di difendermi e di parlare con voi. Solo volevo dirvi che quando me ne andrò si saprà la verità di tutto. Voi mi conoscete e sapete la persona che sono. Vi voglio bene, il vostro capitano".
Gasperini, nel pre-partita, dichiara: "Adesso per un paio di mesi ci sarà solo il campionato e contiamo fare meglio del recente passato. Non so come si supererà il tutto, io devo pensare al bene della squadra ".

Viola con un piede fuori
Se la Dea deve solo fare i conti con il suo uomo di punta, la Fiorentina è una polveriera. Il clan viola, partito quale possibile candidato allo scudetto, ora appare come già rassegnato alla retrocessione. Ieri è scesa in campo una squadra demotivata, assente, priva di voglia, ed affidata alle sole parate di Dragowski per evitare la sconfitta. Prandelli doveva essere il dottore di una squadra alle prese con l'ennesima annata buia, ed invece si mostra essere solo un supplente, di quelli che lascia carta bianca e mette solo la faccia nelle partite.


Il dominio è stato della Dea, oggi, sì, ma anche la Fiorentina ha avuto qualche occasione, solo un po' in ritardo:  "Sul 3-0, paradossalmente, ci siamo liberati dei fantasmi provando ad aggredire l'avversario che è stato molto organizzato. Sono arrabbiato per aver preso gol al 44 ′ del primo tempo perdendo tre contrasti al limite dell'area. Non è una vergogna difendersi, ma dobbiamo farlo tutti con tenacia. Sul 3-0 la squadra si è liberata delle sue paure, siamo andati in alto cercando di segnare. Stiamo provando ad uscire da una situazione di paura. Siamo a quattro punti dalla zona in cui dovremmo stare perché i valori dovrebbero uscire. Dobbiamo crescere sul piano della tenacia e dell'aggressività.". Succederà? Speriamo. E che succeda nel match con il Sassuolo.

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Gianluca Scanu

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