TORUN, L'ALTALENA DELL'ITALIA: SOLO TRE MEDAGLIE PER GLI AZZURRI, MA CHE GARE DI ALTO LIVELLO

Bilancio al di sotto delle aspettative per la nostra nazione, 12a nel medagliere

TORUN
PalaIndoor

L'Italia non sfonda in Polonia, agli Europei di Atletica. Almeno a livello di medaglie, in quanto ne conquista solo tre, una per materiale (oro, argento, bronzo), perché a livello di prestazioni qualche record di tempo c'è stato, che ha ripagato di un bilancio azzurro sotto la sufficienza.
Se Gimbo, Dal Molin e Jacobs sono riusciti a portare qualche medaglia a casa in un europeo abbastanza difficile, con il primo che raggiunge l'ennesimo record personale e va a un passo dall'impresa, altre illusioni come la Bogliolo, Fofana e Koua, seppur mostrando buone prestazioni, non sfondano come si aspettava il pubblico, lasciando rimpianti contraltati a soddisfazioni personali per, come detto, i record personali.

La scalata di Gimbo e le corse deludenti
Protagonista della prima parte della giornata è ancora una volta Tamberi: nel salto in alto arriva ad un passo dal titolo europeo, sfumato nello "scontro diretto" con Nedasekau: l'ungherese piazza il primato personale di 2.37, nonchè primato mondiale stagionale, davanti a un Gimbo che, nonostante la splendida esecuzione dei salti con la sua classica sequenza "accelera-decelera-salta", non riesce a superare la misura di 2.35 e di conseguenza deve accontentarsi (si fa per dire, dato che il morale crolla) dell'argento.


1. Gianmarco "Gimbo" Tamberi

Altre sorprese arrivano dalle gare della corsa, con due false partenze e tre squalifiche nella seconda batteria, vinta dalla francese Zahi con un tempo di 7.22, lo stesso di Sedney.
Ammonita, invece, nella terza batteria, è la Glenner-Frandsen, che però viene solo ammonita per la lentezza nel tempo di reazione, in una batteria che vede primeggiare la finlandese Kemppinen e la tedesca Montag, con tempi di 7.25, e chiudere il cerchio con la Siragusa, sesta con un tempo di 7.37.
Massima attenzione, invece (sempre per quanto concerne la corsa), concentrata sulla staffetta 4x400, dove l'Italia effettua sì un nuovo record personale, con un tempo di 3'30"32, ma arriva ultima dietro a Olanda (3'27"15), Gibilterra (3'28"20) e Polonia (3'29"94), sancendo un crollo italiano che nessuno poteva immaginare.

Dester e Bocchi mistero
Dai salti in alto e triplo arrivano brutte notizie, una per parte: Dario Dester, protagonista ad Ancona, si ferma a 4.40 con l'asta, mancando il podio per il triplice errore al momento di tentare la scalata a 4.60, succeduto solo dallo svizzero Ehammer, capace di totalizzare 0 punti in tre salti, nella scalata al 4.50, e di lasciare il rimpianto di un mancato disimpegno, oltre che una piccola soddisfazione esterna all'italiano.

2. La batteria italiana della staffetta 4x400 femminile


Ben più carico si mostra, invece, Tobia Bocchi, che arriva a 16.65 in quarta posizione e tenta di migliorarsi, ma dopo un nullo ed un salto troppo corto, la sua scalata al podio si arresta: seguono, infatti, un secondo nullo ed un ultimo tentativo che non cambia la minestra, certificando la quarta posizione. Il più soddisfatto della prestazione è Tamberi, che prima di saltare gli va incontro e lo consola abbracciandolo e dandogli un cinque che, per la situazione, vale più di una medaglia, almeno per lui.

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Gianluca Scanu

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