RACCONTARE LA VIOLENZA IN AMBITO UNIVERSITARIO

AL DI LA' DELLA TRIBUNA



Primo incontro di un programma per la diffusione della violenza, al fine di prevenirla: undici relatori, tra cui 

dalla redazione - ⏲tempo 0'55"

di Gianluca Scanu
Al giorno d'oggi, il tema violenza di genere è tema di discussione ampio e di dibattito. Che sia una guerra o un omicidio, giorno dopo giorno si torna a parlare di violenza, ma perché? Il tema come dev'essere affrontato? Quanto dev'esser discusso al giorno? E soprattutto, può insegnare qualcosa ai giovani? Ce lo spiegano i relatori del "Maggio della comunicazione", organizzato dall'Università degli Studi di Sassari che grazie all'intervento di 12 relatori, ha introdotto un progetto fondamentale a tal senso, oltre che a instradare i giornalisti in erba alle modalità di trattamento della notizia.

Le opinioni
12 relatori, tra professori, giornalisti e procuratori di giustizia, intervenuti dal vivo o in streaming, hanno detto la loro opinione riguardo all'argomento, trattandolo con diversi approcci: universitario, da Gavino Mariotti, rettore dell'UNISS, secondo cui "il professore deve trasferire l'esperienza allo spettatore", politico-governativo, da Vannalisa Manca, giornalista, secondo cui "l'informazione non dev'essere mai censurata, la violenza è un esercizio di potere svolto da chiunque sia, e per i giornalisti la costituzione è bussola e guida", filosofico, dalle professoresse Antonietta Mazzette e Romina Deriu, le quali spiegano come trattare la violenza, ovvero tramite percorso a step, partendo dalla comprensione della causa e arrivando all'obiettivo della generalità.

Politica e guerra
Tra gli altri, poi, sono intervenuti i procuratori Gianni Caria (Sassari) e Gilberto Ganassi (Cagliari), i quali hanno spiegato il ruolo di mediazione i magistrati durante il processo finale, in quanto il giudice si pone sempre dubbi al momento di emettere il verdetto, anche perché da diverso tempo il processo è alla vittima, in quanto può essere considerata colpevole di trasgressività e provocazione, come nel caso del processo per stupro presieduto dalla compianta Tina Lagosteni Bassi.
Altri giornalisti ad intervenire, successivamente, sono Alessio Lasta, di Piazzapulita su La7, che ha spiegato l'importanza di analizzare e diffondere il dibattito sulla Guerra d'Ucraina.

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