BASKETBALL CHAMPIONS LEAGUE
L'INVIATO Piergiuseppe Fiori
Trovate le vittorie nelle amichevoli di lusso tra Nuoro e Cagliari, per la Dinamo Sassari è il momento di metterle in pratica: il primo vero test è stasera, nella tanto attesa Antalia per l'altrettanta attesa qualificazione alla Basketball Champions League, avversaria la Juventus Utena che ha battuto all'ultimo respiro la serba Spartak. Di fronte a un avversario che fa del cinismo la miglior arma, non sarà permesso alcun margine di errore: ciò infatti non sarebbe nei piani di Sirbo, come anche mostrato dai test pre-stagionali, anzi, a detta di Markovic basteranno "energia e intensità" come già visto nei test con Cremona, Paok, Virtus e Cluj. Aspetti che, test alla mano, sono in mente e corpo dei giocatori.
Crescita. Sotto l'aspetto mentale, infatti, i miglioramenti si sono visti: in primis, finalmente, si è vista una squadra che sa reagire allo svantaggio, soprattutto in finale contro il Cluj dove, sotto per due quarti, la formazione biancoblù sembrava avere una maledizione al tiro, e invece grazie alla continuità e al ritmo di realizzazione hanno saputo dare una svolta e un segnale di sapersi adattare alle difficoltà dei forfait. Quelli precauzionali di Cappelletti, Vincini e Halilovic, i quali sono tornati in piena forma e dovrebbero disponibili nella sfida di stasera; a ciò si aggiunge il carattere, quel carattere che la stagione scorsa è stato un vero e proprio anello debole.
Occhio a... A ciò si aggiungono le prestazioni offerte dai singoli, e diversi elementi sono apparsi addirittura una sorpresa. Su tutti Bibbins, capace di creare gioco come un vero e proprio regista: se vogliamo fare un paragone col calcio, potremmo paragonarlo a Seedorf ai tempi del Milan, il quale creava gioco ma allo stesso tempo risultava spesso la chiave vincente, decisivo nel momento decisivo insomma, così l'ex Nanterre, nonostante l'assenza precauzionale a Cremona. Allo stesso modo decisivi anche Tambone e Fobbs, con l'italiano autore della scintilla che ha dato il via alla rimonta con i romeni, oltre che una statistica interessante di 3/4 dall'arco, mentre l'americano è andato via via a confermarsi partita dopo partita.
La pressione dà carica. Se è vero che la partita è de facto fondamentale per capire che strada prenderà la stagione, altresì è vero che la pressione non inficia sulla mente dei giocatori. Anzi, a sentirli c'è fame di vittoria, c'è voglia di giocarsi il tutto per tutto, senza timore reverenziale, comunque vada. Come Cappelletti, che ha visto i suoi "migliorare partita dopo partita, questo era il nostro obiettivo in vista dell’appuntamento ad Antalya. Siamo molto carichi e abbiamo grande voglia di iniziare ufficialmente la nostra stagione giocando partite con contano davvero specialmente per vedere come reagiremo come gruppo durante sfide importanti". Come Markovic, che vede fondamentale imporre il proprio gioco "senza dipendere da un solo giocatore, possono essere in molti a diventare protagonisti in diverse situazioni e in diverse fasi della partita. La chiave sarà l’intensità e aggressività difensiva, correre il campo e trovare punti facili, passarsi la palla in attacco". Come tutti i giocatori, e solo dopo la palla a 2 vedremo se la carica sarà ancora presente.
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