CIAO EMILIO
Di GIANLUCA SCANU
Stavolta nessuna fake news: è tutto tristemente vero.i spegne a 94 anni Emilio Fede, ex direttore del Tg4 e figura centrale dell’informazione televisiva italiana. Ricoverato da tempo in una struttura sanitaria a Segrate, vicino Milano, le sue condizioni si sono aggravate negli ultimi giorni, fino al decesso avvenuto ieri pomeriggio. I funerali sono previsti giovedì nella parrocchia Dio Padre di Milano 2, dove amici e colleghi si preparano a rendergli omaggio. Le figlie Simona e Sveva gli restano accanto fino all’ultimo istante, condividendo con la stampa parole di grande affetto e dolore.
La carriera. Originario di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), esordisce giovane collaborando con testate come Il Momento – Mattino di Roma e la Gazzetta del Popolo di Torino. Nel 1954 abbandona la carta stampata per approdare alla Rai, dove inizia a costruire la sua notorietà: divenuto inviato in Africa e cronista di punta del settimanale TV7, dal 1976 diventa volto del Tg1, che conduce per cinque anni, assumendo anche la direzione dal 1981 al 1982. Termina il suo rapporto con la Rai nel 1987, per approdare dapprima a ReteA, quindi due anni dopo a Fininvest di Silvio Berlusconi, dove dirige Videonews e Studio Aperto. Storica, nel 1991, la prima edizione straordinaria del tg di Italia 1 in cui annunciò e seguì in diretta lo scoppio della I Guerra del Golfo. Il 29 luglio 1992 prende quindi le redini del Tg4, che guida per vent’anni, fino al 2012. Il suo stile diretto e la vicinanza al mondo berlusconiano lo rendono una figura divisiva, ma indubbiamente influente.
La malattia. Negli ultimi anni Emilio Fede combatte una lunga battaglia contro un tumore al pancreas, diagnosticato nel 2014 con una prognosi inizialmente drammatica, poi rivelatasi meno immediata. Nonostante il decorso lento, la malattia lo costringe al ricovero in una residenza sanitaria a Segrate, dove riceve cure costanti. Le sue condizioni si aggravano nei giorni precedenti alla morte, fino al decesso avvenuto il 2 settembre 2025. Cordoglio, sui social, da parte delle figlie: Sveva, in particolare, lo definisce “un guerriero” e racconta la sua “lotta incredibile per aggrapparsi alla vita”. Simona, più riservata, si unisce al cordoglio sottolineando la dignità con cui il padre affronta la malattia. Entrambe chiedono rispetto e discrezione, ma riconoscono il valore del tributo pubblico. “Si meritava questo saluto da parte di tutti i suoi colleghi”, dichiara Sveva con voce rotta dall’emozione
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