ADDIO GIORGIO ARMANI
Di GIANLUCA SCANU
Il mondo della moda perde uno dei suoi pilastri più rivoluzionari: Giorgio Armani, il maestro dell’eleganza, si spegne all’età di 91 anni. Nato a Piacenza nel 1934, festeggia il suo ultimo compleanno lo scorso luglio, mentre affronta un’estate segnata da problemi di salute. Nonostante l’assenza alle sfilate di Milano e Parigi, ha continuato a lavorare dietro le quinte con la dedizione che lo ha sempre contraddistinto. Pochi giorni fa aveva acquisito la storica Capannina di Forte dei Marmi, segno di una visione imprenditoriale che non si arresta mai. Il comunicato ufficiale lo descrive come infaticabile, lucido e curioso fino all’ultimo giorno, capace di trasformare il suo stile in un modo di vivere.
La carriera. La parabola professionale di Armani prende forma alla Rinascente di Milano, dove inizia come vetrinista dopo aver abbandonato gli studi in medicina. Nel 1965 viene notato da Nino Cerruti, che lo coinvolge nella sua azienda, la Hitman. Da lì, il giovane stilista affina il suo talento e nel 1975, insieme al compagno e socio Sergio Galeotti, fonda la Giorgio Armani S.p.A. Il suo stile rivoluziona il guardaroba femminile con tailleur dai tagli maschili e ridefinisce l’eleganza maschile con volumi e linee inedite. Armani non si limita a disegnare abiti: crea un linguaggio visivo che parla di libertà, sobrietà e raffinatezza. "La Giorgio Armani non è solo un’azienda: è una famiglia": così la definiscono i suoi collaboratori, che oggi piangono la perdita del fondatore con parole cariche di affetto e riconoscenza. Il gruppo promette di portare avanti il suo lavoro con rispetto e amore, nel solco dei valori che lui ha instillato.
Olimpia Milano. Sull'onda del successo nel mondo della moda, nel 2004 entra nel mondo del basket come sponsor dell’Olimpia Milano con il marchio Armani Jeans, salvando la squadra da una crisi profonda. Quattro anni dopo, rileva l’intero pacchetto azionario e diventa patron del club, segnando l’inizio di una nuova era. Sotto la sua guida, l’Olimpia conquista sei scudetti (2014, 2016, 2018, 2022, 2023, 2024), quattro Coppe Italia e quattro Supercoppe, tornando protagonista in Italia e in Europa. L’arrivo di Ettore Messina come allenatore e presidente delle operazioni sportive consolida il progetto, portando la squadra anche alla Final Four di Eurolega nel 2021. Armani trasforma il basket milanese in un fenomeno culturale, con il Forum di Assago sempre gremito e una squadra che incarna stile, rigore e passione.
Le onoranze. La camera ardente verrà allestita presso l’Armani/Teatro di Milano il 6 e 7 settembre, dalle 9 alle 18, mentre i funerali si svolgeranno in forma privata, come da sua volontà. Armani lascia un vuoto profondo, ma anche un patrimonio culturale e creativo che continuerà a ispirare generazioni. La sua visione, capace di anticipare i tempi e dialogare con il pubblico, resta viva nei progetti futuri dell’azienda.
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