Bezzecchi domina Austin: Aprilia decolla, il Mondiale cambia padrone


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Di PIERGIUSEPPE FIORI

Marco Bezzecchi continua a vivere in una dimensione tutta sua, dove la pressione non attecchisce e la concorrenza resta un dettaglio. Anche ad Austin, pista storicamente marchiata dal dominio di Marc Marquez, il pilota Aprilia si presenta con una penalità che lo relega in seconda fila, ma non cambia il copione. Allo spegnersi dei semafori si lancia in avanti con una naturalezza disarmante, recupera subito il terreno perso e impone il proprio ritmo. In poche curve ribalta ogni previsione, si libera degli avversari diretti e si rimette al comando come se fosse la cosa più semplice del mondo. La sua superiorità tecnica e mentale emerge immediatamente, mentre la gara assume i contorni di un lungo monologo. Il pubblico assiste a un’altra dimostrazione di forza che prolunga una striscia già impressionante. Bezzecchi non concede spiragli, non mostra esitazioni, non lascia spazio a dubbi. La sensazione è che il Mondiale stia cambiando padrone.

La RS-GP vola, e lo fa con una costanza che ormai non sorprende più nessuno. Tornata alla carcassa Michelin tradizionale, Aprilia conferma che il rendimento delle ultime settimane non è un caso, ma un salto di qualità strutturale. Bezzecchi guida con una pulizia che esalta la stabilità della moto, mentre Jorge Martin completa la festa con una rimonta da manuale fino al secondo posto. La doppietta certifica un progresso tecnico che ribalta le gerarchie consolidate e mette pressione a chi, fino a ieri, sembrava inattaccabile. Il passo gara del Bez è inavvicinabile: quando monta la media al posteriore, diventa un riferimento irraggiungibile. Le parole di Martin, rassegnato di fronte alla superiorità del rivale, valgono più di qualsiasi analisi. Austin, pista simbolo del regno di Marquez, diventa così il banco di prova che conferma la nuova realtà. Aprilia non avanza: decolla.

Alle loro spalle si muove un gruppo che lotta, sbaglia, si reinventa, ma non riesce mai a mettere in discussione il vertice. Pedro Acosta strappa un podio pesantissimo con la KTM, lasciando la Ducati fuori dai primi tre. Di Giannantonio, partito dalla pole, chiude quarto dopo una gara solida ma non scintillante. Marquez, frenato dal long lap per l’incidente in Sprint, risale fino al quinto posto senza però avere mai la possibilità di avvicinare il Bez. Quando taglia il traguardo, Bezzecchi esplode in una gioia che sa di liberazione: la delusione del sabato è cancellata, la squadra lo ha rimesso in piedi e lui ha risposto da campione. Dedica la vittoria anche all’amico Antonelli, celebrando un’altra giornata trionfale per l’Italia dei motori. Con Ferrari e Aprilia entrambe in testa ai rispettivi Mondiali, il tricolore torna a brillare da un continente all’altro.

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