(in aggiornamento)
Di GIANLUCA SCANU
Il debutto di Roberto D’Aversa sulla panchina del Torino si apre con una vittoria che cambia l’orizzonte della stagione granata. Il 2-0 inflitto alla Lazio pesa come un macigno sulla classifica e restituisce fiducia a un ambiente che aveva urgente bisogno di certezze. La squadra interpreta la serata con pragmatismo, scegliendo la via della solidità e dell’ordine tattico per affrontare un avversario che non riesce mai a trovare profondità. La Lazio prova a imporre il suo possesso palla, ma resta sterile e prevedibile, incapace di creare veri pericoli. Il Torino, invece, si affida alla concretezza e alla nuova coppia d’attacco, costruendo una gara intelligente e senza fronzoli. Il primo gol di Simeone e il raddoppio di Zapata scandiscono un successo che fotografa perfettamente la mano del nuovo allenatore. La squadra resta compatta, gestisce i momenti delicati e non concede spazi. È una vittoria che vale più dei tre punti, perché segna una ripartenza. E certifica che la scossa tecnica è stata recepita.
Nel primo tempo il Torino si presenta con un assetto offensivo inedito: Simeone e Zapata insieme dal primo minuto, scelta che dà subito profondità e fisicità. La Lazio mantiene il suo marchio di fabbrica, una fitta rete di passaggi, ma senza mai trovare la verticalità necessaria per impensierire Paleari. L’equilibrio si spezza al 21’, quando un lancio di Coco trova Simeone pronto alla sponda e Zapata alla conclusione: sul rimpallo, il Cholito anticipa Pellegrini e firma l’1-0. È il suo sesto gol in campionato, il primo dopo settimane di digiuno. Al 22’ potrebbe addirittura raddoppiare, ma Provedel gli nega la gioia personale. La reazione biancoceleste è timida e si riduce a un’incursione di Belahyane al 37’, respinta da Coco. Il Torino, una volta avanti, non si scompone: resta corto, ordinato, sempre dentro la partita. La squadra mostra subito di aver metabolizzato le richieste del nuovo tecnico. E chiude la prima frazione senza correre rischi.
La ripresa si apre con il Torino che continua a interpretare la gara con lucidità, senza abbassarsi troppo e senza rinunciare a ripartire. All’8’ arriva il gol che indirizza definitivamente la serata: Obrador pennella un cross preciso e Zapata, in netto miglioramento di condizione, svetta e firma il 2-0. È la giocata che dà sicurezza ai granata e toglie certezze alla Lazio, che accusa il colpo e fatica a ritrovare ritmo. Sarri prova a cambiare qualcosa, ma la squadra resta lenta e prevedibile. Solo al 75’ Noslin impegna Paleari, bravo a chiudere lo specchio con il piede. Nel finale, al 90’, il portiere granata si supera ancora su Romagnoli, blindando il risultato. Il Torino gestisce con maturità, senza frenesia, mostrando una compattezza che era mancata nelle ultime settimane. D’Aversa osserva una squadra attenta, disciplinata, capace di soffrire il giusto. E porta a casa una vittoria che può segnare un nuovo inizio.
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