Lazio, orgoglio in un Olimpico vuoto: Sassuolo battuto 2-1, gol di Maldini e Marusic al 92’

SERIE A ORGOGLIO LAZIO

Chivu cade nella trappola di Max Allegri: gol divorato da Mkhitarian, gol segnato da Estupinan. I rossoneri si difendono alla grande nel secondo tempo, ma il finale è infuocato: annullato gol a Dimarco, sospettissimo tocco di mano di Ricci






LAZIO         2

SASSUOLO 1

L'ANALISI Di GIANLUCA SCANU

Per chi l'ha visto e (soprattutto) per chi non c'era. Ivano Fossati, se giocasse nella Lazio, avrebbe sintetizzato così la vittoria dei biancocelesti ottenuta ieri sera contro il Sassuolo. In un Olimpico che continua a presentarsi svuotato dalla protesta dei tifosi, ma non per questo privo di orgoglio, la squadra biancoceleste si rimette in piedi nel posticipo della 28ª giornata, superando 2-1 il Sassuolo e risalendo al decimo posto, un segnale di vita in una stagione tormentata. Il gol lampo di Daniel Maldini apre una serata che sembra mettersi subito in discesa, ma la squadra di Sarri mostra ancora fragilità e sprechi. Il pareggio di Laurienté rimette tutto in discussione e alimenta i mugugni di un ambiente già teso. Nel finale, però, arriva la zampata di Marusic che ribalta l’umore e consegna tre punti pesanti. La Lazio soffre, sbaglia, si inceppa, ma resta in piedi fino all’ultimo secondo. L’orgoglio diventa la chiave di una vittoria che vale più della classifica. Restano però i problemi difensivi e l’incognita degli infortuni di Cataldi e Romagnoli. Il pubblico non c’è, ma la squadra prova comunque a dare un segnale.

Esperimenti Lazio. Sarri riparte dall’esordiente Motta tra i pali, con Tavares e Dele-Bashiru confermati dopo Bergamo, mentre Grosso risponde con il tridente Berardi–Nzola–Laurienté. La Lazio parte forte e al 2’ minuto sfonda subito: Isaksen accelera, crea il varco e Maldini firma il suo primo gol in biancoceleste. Il Sassuolo fatica a costruire e sbaglia molto in uscita, permettendo ai padroni di casa di restare stabilmente nella metà campo avversaria. Al 12’ e al 19’ Isaksen spreca due buone occasioni che potrebbero indirizzare la gara. I ritmi calano e i neroverdi crescono: al 28’ Motta salva su Nzola, mostrando personalità al debutto. Al 34’ arriva il pareggio: Laurienté si accentra e lascia partire un tiro imprendibile che si infila all’angolino. La Lazio accusa il colpo e fatica a ritrovare ordine. Il primo tempo si chiude con equilibrio e qualche incertezza di troppo nella retroguardia biancoceleste.

Marusic scaccia-incubi. La ripresa si apre con una Lazio più timida, che lascia l’iniziativa al Sassuolo e fatica a riconquistare campo. Sarri prova a riorganizzare la squadra, ma l’inerzia resta neroverde nei primi minuti. Al 55’ gli ospiti sfiorano il vantaggio con una conclusione di Laurienté che termina alta. I biancocelesti rispondono al 63’ con un’altra occasione sprecata da Isaksen, che non trova la porta da buona posizione. L’uscita per infortunio di Cataldi e Romagnoli complica ulteriormente la serata. Con il passare dei minuti la Lazio ritrova però coraggio e spinta, alzando il baricentro. All’82’ Felipe Anderson impegna Consigli con un tiro dal limite che riaccende lo stadio silenzioso. Nel recupero arriva la svolta: al 92’ Marusic raccoglie una palla vagante e firma il 2-1 che fa esplodere la panchina. Motta chiude la gara con sicurezza, arrendendosi solo al capolavoro di Laurienté. Il Sassuolo interrompe così la sua serie positiva, con il rimpianto di non aver affondato quando la Lazio era in difficoltà.

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