Sassuolo di ferro, Atalanta in ginocchio: la notte che può cambiare la corsa Champions

(in aggiornamento)

Di GIANLUCA SCANU

Il Sassuolo vive una serata di carattere e piega l’Atalanta 2-1, firmando un successo che pesa come un macigno sulla corsa Champions della Dea. La squadra di Grosso, ridotta in dieci già al 16’, si compatta, soffre e colpisce nei momenti decisivi, trovando le reti di Konè e Thorstvedt. L’Atalanta, reduce da settimane di grande forma, si presenta al Mapei con ambizioni altissime ma inciampa in una gara sporca, dove il possesso palla non basta a scardinare il muro neroverde. Palladino deve rinunciare all’ultimo ad Ahanor e ancora a Ederson, mentre Grosso schiera il tridente delle grandi occasioni con Berardi, Pinamonti e Laurienté. La partita si accende subito, tattica e nervosa, con ritmi alti e continui duelli individuali. Nel finale Musah accorcia, ma non evita la prima sconfitta del 2026. Il Sassuolo completa così un clamoroso doppio colpo: sei punti su sei contro la Dea tra andata e ritorno.

L’avvio è un confronto a scacchi: l’Atalanta si dispone con un 3-4-1-2 più verticale del solito, con Zalewski incaricato di seguire Matic e Scamacca-Samardzic pronti ad aprire varchi centrali. La prima occasione bergamasca nasce proprio da un inserimento del polacco nei primi minuti, mentre il Sassuolo risponde con due colpi di testa, uno di Pinamonti e uno di Thorstvedt. Al 16’ la gara cambia volto: Pinamonti entra in ritardo su Djimsiti e l’arbitro Marchetti lo espelle senza esitazioni. Nonostante l’inferiorità numerica, gli emiliani trovano il vantaggio al 22’ su corner, con Konè che sfrutta una marcatura blanda di Kolasinac. L’Atalanta prova a reagire allargando il fronte offensivo, ma si scontra con un Sassuolo chiuso in un 4-4-1 densissimo. Il possesso della Dea sale fino al 75%, ma è sterile: la squadra di Palladino fatica a trovare spazi tra le linee e resta spesso bloccata al limite dell’area.

La ripresa si apre con tre cambi immediati di Palladino al 46’: dentro Krstovic, Sulemana e Zappacosta per dare più ritmo e ampiezza. L’Atalanta alza i giri, ma il Sassuolo resta compatto e riparte con pericolosità grazie alle accelerazioni di Laurienté. Al 60’ entra Musah per Zalewski e Sulemana arretra sulla linea dei centrocampisti, mentre Pasalic avanza sulla trequarti per aumentare la pressione centrale. La mossa non basta: al 68’ gli emiliani orchestrano una ripartenza perfetta, chiusa dal sinistro chirurgico di Thorstvedt per il 2-0. Grosso concede la standing ovation a Berardi e Laurienté, mentre l’Atalanta tenta l’assalto finale. All’82’ Samardzic colpisce il palo, preludio al gol del 2-1 firmato Musah all’85’. I sei minuti di recupero diventano un assedio, ma senza esito. Il Sassuolo resiste e porta a casa una vittoria che può cambiare la stagione: per la Dea, invece, la rincorsa Champions rischia di incrinarsi proprio sul più bello.

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