Di GIANLUCA SCANU
Jonas Vingegaard si prende la scena del Giro d’Italia 2026 e trasforma la penultima tappa in un’ulteriore dimostrazione di forza. La corsa che porta da Gemona del Friuli a Piancavallo diventa il palcoscenico del suo quinto successo parziale, un sigillo che anticipa la passerella di Roma e chiude ogni discorso sulla classifica generale. Il danese della Visma-Lease a Bike domina una giornata attesa e temuta, caratterizzata da pendenze severe e da un pubblico che accompagna gli atleti verso l’ultimo grande sforzo. Alle sue spalle si giocano il podio di tappa Felix Gall e Jai Hindley, protagonisti di una volata serrata per il secondo posto. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni, con la corsa rosa che si prepara a incoronare un vincitore annunciato ma capace di sorprendere ancora. La sensazione diffusa è che Vingegaard stia riscrivendo la storia recente del ciclismo. E la tappa di oggi ne è l’ennesima conferma. Domani, a Roma, arriverà l’ufficialità di un trionfo mai realmente in discussione.
Dominio totale. La ventesima frazione si accende quando la strada sale verso Piancavallo, 14,5 km di fatica con punte al 14% e un doppio passaggio che seleziona il gruppo. Davanti c’è un generoso Davide Piganzoli, che prova a resistere fino all’ultimo tratto, ma il ritmo imposto da Vingegaard è semplicemente insostenibile. Quando il danese decide di cambiare passo, la corsa si spezza: Gall prova a tenere la ruota per pochi metri, Hindley gestisce il proprio ritmo, ma nessuno riesce a contrastare l’azione del leader della generale. Vingegaard sale con fluidità, controlla ogni dettaglio e si presenta sul traguardo in solitaria dopo 5 ore, 3 minuti e 55 secondi, accolto da un pubblico in festa. La sua è una dimostrazione di superiorità tecnica e mentale, un modo per ribadire che il Giro 2026 porta il suo nome. Dietro, Gall anticipa Hindley per un soffio, mentre il resto del gruppo arriva a distacchi più marcati. La tappa conferma una gerarchia ormai consolidata e un dominatore assoluto.
Altre favole. La giornata, però, non è solo il trionfo del danese: il Giro racconta anche altre storie che meritano spazio. Giulio Ciccone conquista matematicamente la maglia azzurra già al primo passaggio su Piancavallo, coronando un percorso da protagonista nelle salite. Eulalio difende con coraggio la maglia bianca, chiudendo settimo e guadagnando dieci secondi preziosi su Damiano Caruso, suo diretto rivale. Piganzoli, decimo, riceve applausi per il lavoro svolto al servizio del capitano e per la tenacia mostrata in prima persona. La Visma-Lease a Bike si conferma squadra solida, capace di controllare ogni fase della corsa. Domani, a Roma, Vingegaard entrerà ufficialmente nel ristretto club dei vincitori della tripla corona, dopo Tour, Vuelta e ora Giro. Un traguardo che lo affianca a leggende come Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault, Contador, Nibali e Froome. La corsa rosa chiude così una delle sue edizioni più nette e simboliche, con un campione che ha saputo dominare senza mai arretrare.
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