Bellingham show, l'Inghilterra soffre ma vola in semifinale: Norvegia ko ai supplementari


(in aggiornamento)

Di GIANLUCA SCANU

Una standing ovation non solo dai propri supporter, ma da gran parte del tifo calcistico planetario. Magra consolazione per una superlativa Norvegia, probabilmente la migliore della storia, che esce dal Mondiale 2026 a testa più che alta dinanzi a una superiore Inghilterra stacca il pass per le semifinali superando la Norvegia solo dopo i tempi supplementari, in una sfida molto più complicata del previsto. A brillare è ancora una volta Jude Bellingham, autore di una doppietta pesantissima che vale la qualificazione: per lui è la seconda gara consecutiva da protagonista assoluto, dopo quella decisiva contro il Messico. I norvegesi, dal canto loro, escono a testa altissima: passano in vantaggio, sfiorano il raddoppio, si vedono annullare una rete e colpiscono anche una traversa, cedendo soltanto all'extra time. Il vero rammarico per Solbakken è non essere riuscito a rifornire a dovere Erling Haaland, tenuto costantemente isolato dalla difesa avversaria fino alla sorprendente sostituzione nel cuore dei supplementari. Anche Harry Kane si vede poco, e la sua scarsa incidenza pesa su una prestazione degli inglesi mai davvero convincente, che però possono festeggiare il pass per il turno successivo, mercoledì ad Atlanta. Ad amplificare le difficoltà di entrambe le squadre contribuisce anche un caldo opprimente, con una temperatura percepita che tocca i 42 gradi tra afa e umidità.

Il tecnico norvegese schiera Schjelderup e non Nusa sull'esterno sinistro e nelle prime fasi lascia volentieri il possesso agli avversari, arretrando il baricentro e trasformando il 4-3-3 in un 4-5-1 molto guardingo, senza pressione sul portatore di palla e linee cortissime. Tuchel risponde con Konsa terzino destro e Stones al centro insieme a Guehi, costruendo l'azione più prevedibilmente sulla corsia di Madueke, mentre a sinistra Gordon e O'Reilly si scambiano continuamente posizione. Il possesso britannico è ordinato ma compassato, mentre Haaland resta in attesa e Odegaard si abbassa spesso per dialogare con Berge. Il match si sblocca solo nel finale di frazione: prima Haaland sfiora il gol di testa, poi al 36' Schjelderup sorprende Pickford con un cross-tiro che vale il vantaggio norvegese. L'Inghilterra vacilla e rischia il tracollo quando Sorloth preferisce la giocata personale invece di servire Haaland solo davanti alla porta, ma reagisce subito: un rilancio di Nyland innesca Anderson, che serve Gordon, il cui cross viene trasformato magistralmente da Bellingham con un controllo e un tiro di sinistro dopo aver saltato Heggem. Prima dell'intervallo Kane trova anche il gol del sorpasso su assist di Bellingham, ma la rete viene annullata per fuorigioco.

Nella ripresa Tuchel sorprende tutti aprendo con mosse offensive: il cambio Madueke-Saka non altera gli equilibri, ma l'ingresso di Eze al posto di un Rice fiaccato da un virus intestinale cambia volto alla squadra, con Bellingham arretrato a centrocampo. Gli inglesi alzano il baricentro ma si fanno sorprendere al 10' dal gol di Heggem su corner, poi cancellato dal Var per una spinta di Haaland su Anderson dopo revisione al monitor. Tuchel corre nuovamente ai ripari inserendo James per Gordon, con il terzino chelsea adattato a mediano e Bellingham di nuovo trequartista; Solbakken risponde con il doppio cambio Bobb-Nusa al posto di Sorloth e Schjelderup. La gara si apre, la Norvegia si rende pericolosa con la verve di Nusa e al 31' Ajer coglie una traversa di testa su corner. Saka prova a scuotere un'Inghilterra opaca, ma Aursnes anticipa Eze sul suo cross. Dopo l'ennesimo cambio di Tuchel, con Rogers al posto di Konsa, il punteggio non si sblocca e si va ai supplementari, dove bastano tre minuti a Bellingham per firmare il tap-in del sorpasso su una respinta corta di Nyland dopo il tiro di Rogers. Turpin concede e poi annulla al Var un rigore per un contatto Bobb-Spence, mentre l'ingresso di Strand Larsen per Haaland non cambia più nulla: la Norvegia saluta il torneo tra gli applausi, l'Inghilterra continua a inseguire il sogno.

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