Supersintesi trentaduesimi Coppa Italia 2026-2027: goleada Monza e Fiorentina, avanti anche Parma e Cagliari

COPPA ITALIA

Tutti i risultati e le sintesi del primo turno della Coppa Nazionale: sardi e parmigiani avanti assieme alle goleador viola e Monza


Di REDAZIONE

Una vigilia di Ferragosto che regala un turno di Coppa Italia ricco di indicazioni per quattro squadre di Serie A, chiamate a inaugurare la nuova stagione tra campo e mercato. Parma, Cagliari, Monza e Fiorentina conquistano il passaggio del turno, ma con percorsi molto diversi tra loro. Si va dalla goleada convincente alla sofferenza fino all'ultimo respiro, passando per prestazioni che lasciano presagire annate importanti. Il weekend di Ferragosto regala così un assaggio di calcio vero dopo mesi di attesa, con big impegnate a testare undici e schemi in vista dell'esordio in campionato. Non mancano gli episodi arbitrali discussi, gli infortuni che condizionano le scelte dei tecnici e i primi debutti di volti nuovi arrivati dal mercato estivo. Curiosità anche fuori dal campo, con dirigenti e nuovi acquisti presenti sugli spalti per osservare da vicino i futuri compagni. 


 

PARMA    2

CATANIA 0

Il Parma stacca il pass per i sedicesimi grazie a una doppietta firmata dal giovanissimo Simone Lontani, appena diciottenne, che stende il Catania e conferma le sue qualità realizzative. La squadra guidata da Carlos Cuesta si presenta con un 4-3-3 solido e propositivo, con El Bilal Tourè come riferimento offensivo centrale. La prova dei ducali convince per organizzazione e personalità, con una fase difensiva capace di annullare i tentativi di rimonta degli etnei nella ripresa. Sugli spalti, ad assistere all'esordio stagionale della nuova squadra, siede anche l'ultimo colpo di mercato: l'argentino Josè David Romero, che il giorno precedente ha apposto la firma su un contratto lunghissimo, valido fino al 2031. Presente anche il presidente Kyle Krause, volato apposta dagli Stati Uniti per seguire dal vivo il debutto stagionale della squadra. Il Catania prova a riaprire la partita nella seconda frazione, alzando il baricentro e cercando di sfruttare qualche episodio, ma trova sempre pronta la retroguardia emiliana. Il muro alzato dal Parma non lascia spazi e permette di controllare il finale senza troppi patemi. Una vittoria che serve anche a caricare l'ambiente in vista degli impegni che verranno.

CAGLIARI 1

AREZZO    0

Il Cagliari passa il turno ma soffre più del previsto contro l'Arezzo dell'ex tecnico Cristian Bucchi, chiudendo sull'1-0. A decidere è un calcio di rigore trasformato dal capitano Alessandro Deiola al 23', ripetuto su decisione dell'arbitro Calzavara dopo che il portiere Nunziante, in prestito dall'Udinese, aveva ipnotizzato lo stesso Deiola dal dischetto al primo tentativo. Lo stesso capitano centra anche un legno nel corso della gara, così come Mendy, che coglie un palo al 15'. Al di là di questi episodi, i sardi, schierati con un 4-3-2-1, mostrano poco nel complesso, con le uniche note liete rappresentate da Obert e dal neo-arrivato Romano. Nella ripresa la squadra rossoblù fatica a contenere la spinta e l'organizzazione dell'Arezzo, trascinato da Sala e Arena, con Varela come punta centrale al posto dell'ex sardo Cerri, fermato da un affaticamento muscolare. Nel finale l'episodio più controverso: l'espulsione di Pisacane per proteste, dopo un contatto su Maldini che agli osservatori sembra tardivo e punibile. Una qualificazione, quella del Cagliari, che porta con sé più dubbi che certezze in vista dell'esordio in campionato.





MONZA       3

AVELLINO 0

Serata perfetta per il Monza di Juric, che liquida la pratica Avellino con un netto 3-0 e stacca il biglietto per il turno successivo, dove attende la vincente tra Torino e Carrarese, in programma nella serata di Ferragosto. Per l'Avellino di Alessandro Nesta, tornato al Brianteo dopo la retrocessione subita nel 2025, la serata si trasforma in un incubo praticamente indolore da subire. A sbloccare il risultato è Gustavo Varela nel primo tempo, al suo debutto con la maglia biancorossa, mentre nella ripresa arriva il timbro di Forson a completare l'opera. Preziosissimo il contributo di Cutrone, autore di due assist di alta qualità, uno servito dopo aver protetto palla e allargato sull'esterno, l'altro con un pallone filtrante perfetto per l'inglese. Gli irpini si limitano a un paio di conclusioni di Pandolfi nella ripresa e a un'azione personale di Fila nel primo tempo, poi murata da Kouadio. Tra le note positive per i brianzoli spicca l'esordio tra i professionisti di Mathis Mout, diciannovenne italo-francese cresciuto nel vivaio biancorosso, chiamato a sostituire lo squalificato... anzi, l'infortunato capitano Pessina, out per un problema al ginocchio che lo terrà fuori fino a ottobre. Bene anche il francese Foe Ondoa, al debutto pure lui, più efficace nella fase di interdizione che in costruzione. Juric può guardare con fiducia al prossimo impegno, l'esordio in campionato del 22 agosto contro l'Inter, mentre per l'Avellino, seguito da circa trecento tifosi al seguito, il ritorno verso l'Irpinia ha il sapore amaro della delusione.




FIORENTINA 4

BENEVENTO  1

Cambia volto la Fiorentina di Fabio Grosso, che al debutto stagionale travolge 4-1 il neopromosso in B Benevento e centra senza affanni l'accesso ai sedicesimi, dove troverà la vincente tra Pisa ed Empoli. Un'atmosfera completamente diversa rispetto a quella di appena due mesi e mezzo prima, quando lo stadio fiorentino era teatro di contestazioni: stavolta il pubblico applaude a scena aperta una squadra apparsa già in forma. Grosso, seguito dal presidente Rocco Commisso e dalla madre, schiera diversi volti nuovi dal primo minuto e lascia in panchina anche il giovane Mastantuono, con Jimenez e Mandragora unici indisponibili. La gara si sblocca dopo pochi minuti con Gudmundsson, che sfrutta un errore in impostazione avversario per involarsi e insaccare di testa, mentre poco dopo la mezz'ora arriva lo splendido raddoppio di Kean, che chiude al volo un cross dalla destra tornando così al gol dopo mesi di digiuno. Nella ripresa i viola dilagano con la torre vincente di Ranieri su angolo e con il mancino preciso di Ndour, mentre un'altra rete di Gudmundsson viene annullata per fuorigioco. Spazio anche per l'ingresso di Mastantuono, che si fa notare con qualche giocata di qualità e un tiro che sfiora il palo. Il Benevento prova a rendersi pericoloso solo con Lamesta, autore dell'unico gol ospite, mentre nella ripresa Floro Flores cerca di dare più peso offensivo inserendo un secondo attaccante. Grosso può trarre indicazioni confortanti su pressing, costruzione e fase difensiva, con la squadra capace di cambiare pelle passando dal 4-3-2-1 iniziale a un più coperto 4-4-2. Chiude la serata l'esordio del sedicenne Croci, il più giovane debuttante nella storia del club viola.

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