SERIE A
Sotto di due gol dopo un primo tempo horror, i rossoneri si affidano ai cambi: Musah, Pulisic e uno strepitoso Diego Moreira, autore di una doppietta, regalano la rimonta. Gattuso deve arrendersi nella ripresa dopo aver dominato i primi 45 minuti
LAZIO 1
MILAN 1
L'ANALISI Di GIANLUCA SCANU
Bastano tre mosse per ribaltare una partita. All'intervallo dell'Olimpico, con il suo Milan sotto di due reti e apparso spento, Amorim decide di stravolgere tutto: tre cambi che cambiano il volto della squadra e il risultato finale, un 2-2 contro la Lazio che nasce quasi interamente nella ripresa. La gara si trasforma in due metà quasi opposte, come se fossero due partite diverse: la prima dominata dai biancocelesti, la seconda governata dai rossoneri. Tra i grandi protagonisti spicca a sorpresa Diego Moreira, autore di una doppietta pesantissima dopo una prestazione opaca solo pochi giorni prima contro la Juventus. Le sue reti, arrivate entrambe di sinistro, fanno pensare a molti che l'investimento fatto dal Milan per lui possa finalmente trovare giustificazione. Accanto a lui, gli altri entrati dalla panchina danno l'energia mancante nel primo tempo. Il pareggio finale appare comunque equo, considerando l'andamento complessivo dell'incontro. La chiave di lettura è semplice: chi ha più energia fisica e mentale, in questo momento, riesce a indirizzare le partite. Amorim conferma ancora una volta un difetto ricorrente nelle sue gestioni.
Lazio a 1000 all'ora. Il Milan comincia con un piglio discreto e al 3' Chukwueze sfiora il vantaggio di testa su un cross deviato, con Mandas costretto all'intervento. Da lì in poi, però, la Lazio prende in mano il gioco. Al 10' arriva il vantaggio biancoceleste: azione avviata da Zaccagni, respinta da Maignan, prima dell'assist di Floriani per l'appoggio vincente di Noslin. Gattuso costruisce una squadra solida e pericolosa: al 21' Zaccagni ha una grande occasione per il raddoppio su assist di Frattesi, ma Maignan salva in uscita. Al 26' è ancora Frattesi, servito involontariamente da Modric, a sfiorare il gol con un mancino che sfila di poco. Il Milan si vede solo con un tiro a giro di Chukwueze e un colpo di testa di Pavlovic, senza mai impensierire davvero gli avversari. Quando arriva il raddoppio di Noslin, nessuno all'Olimpico si sorprende: la superiorità laziale nel primo tempo è netta e meritata, mentre i rossoneri sembrano privi di reazione e di identità.
Amorim, cambia e vinci. Nell'intervallo Amorim opera una vera rivoluzione tattica: escono Estupinan, Modric e Loftus-Cheek, entrano Musah, Pulisic e Moreira. La scelta si rivela immediatamente efficace, portando qualità, corsa e imprevedibilità. Musah inizia a recuperare palloni con grande generosità, Pulisic al quarto d'ora della ripresa tenta il primo tiro in porta rossonero, e Moreira diventa il vero mattatore, ribaltando completamente l'inerzia della gara. Pavlovic ci prova di testa al 12' della ripresa, poi arriva il tiro di Pulisic e infine le due reti decisive di Moreira, che riportano il Milan in partita e poi al pareggio. La Lazio, dopo lo slancio del primo tempo, cala vistosamente e smette di attaccare con la stessa intensità. A quindici minuti dalla fine, Amorim rilancia ulteriormente inserendo anche Hutchinson e Camarda, cercando il colpo del sorpasso. Il Milan ci va vicino: al 35' della ripresa Moreira sfiora la tripletta, mentre Hutchinson calcia una punizione potente ma troppo centrale. Il finale premia il maggior dinamismo mostrato dai rossoneri nella ripresa, confermando quanto i cambi di Amorim siano stati determinanti per il pareggio conquistato
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