La pazzia val bene la vetta della classifica! Torna fenomenale la Thu-La, l'Inter ribalta il Napoli


(in aggiornamento)

Di GIANLUCA SCANU

San Siro riscopre la sua anima ribelle. La “pazza Inter” torna a manifestarsi con la puntualità di un rito collettivo che si rinnova a ogni stagione, pescando energia dalle difficoltà più che dalla serenità. Contro il Napoli i nerazzurri si ritrovano sotto di due reti, storditi da un avvio di ripresa complicato, ma reagiscono con un orgoglio che sembra scritto nel loro DNA. Lautaro Martinez firma una doppietta pesante, Thuram pareggia i conti con un colpo di testa, e il gol vittoria arriva quasi allo scadere, regalando un finale carico di adrenalina. Il dettaglio simbolico della serata è Cristian Chivu che scende in campo dopo la rete decisiva, dando indicazioni lucide a Calhanoglu con la calma di chi ha già vissuto momenti simili. Un gesto che sembra un avvertimento indiretto rivolto a Mourinho e al Real Madrid, prossimo avversario. La squadra dimostra ancora una volta di saper trasformare la sofferenza in energia agonistica. È l'ennesima conferma che l'identità nerazzurra passa dalla capacità di reagire nei momenti più bui.

Le scelte iniziali raccontano un primo tempo cauto. Allegri opta per un assetto guardingo, mentre l'Inter parte con maggiore intraprendenza e una linea difensiva piuttosto alta, con Bisseck spesso proiettato in area avversaria. Il primo tempo scorre senza reti, ma lascia intuire le due strategie opposte: i nerazzurri cercano di comandare il gioco con densità e ritmo, i partenopei restano compatti in attesa del momento giusto per colpire. Pio Esposito viene limitato efficacemente dalla coppia difensiva Marin-Rrahmani, mentre Sucic fatica a incidere e sparisce quasi completamente dalla manovra offensiva. Sul fronte opposto, Hojlund resta imbrigliato ma pronto a sfruttare qualsiasi errore altrui. Le due squadre si studiano, consapevoli che gli equilibri possono cambiare in un attimo. Nessuna delle due formazioni sembra disposta a scoprirsi eccessivamente. È un tempo di attesa più che di spettacolo, con poche vere occasioni da gol degne di nota.

La ripresa si trasforma in un susseguirsi di emozioni fortissime. Il Napoli sblocca la contesa grazie a un'imprecisione di Barella nel controllo palla, capitalizzata da Politano con freddezza al secondo tentativo utile. Tre minuti più tardi arriva il raddoppio, nato da un equivoco clamoroso: diversi giocatori nerazzurri pensano che il pallone stia uscendo lateralmente, mentre Di Lorenzo e Hojlund proseguono l'azione fino al gol, colpendo l'Inter nel momento di massima vulnerabilità. Da lì la reazione: Dimarco innesca Lautaro Martinez per l'1-2, poi un cross di Carlos Augusto porta al pareggio firmato Thuram di testa, complice qualche incertezza tra Meret e Badiashile. Nel finale, dopo una traversa di Dimarco su punizione e un palo colpito da Thuram, arriva il gol partita: Lautaro deposita in rete su sponda di Akanji, completando la sua personale doppietta. San Siro esplode in un boato che ricorda le notti più intense della scorsa stagione. Il Napoli avrebbe potuto chiudere la partita con Neres e Anguissa, ma entrambe le occasioni sfumano per pochi centimetri.

Sotto il profilo tattico, l'Inter conferma i propri marchi di fabbrica. Il possesso palla e le triangolazioni sul lato sinistro restano l'arma più affilata della squadra di Chivu, e non è un caso che tutte e tre le reti nascano proprio da quella zona di campo, spesso innescate dalle incursioni di Jones. Nonostante il doppio svantaggio, la squadra non perde lucidità e riesce a ricompattarsi sfruttando la qualità individuale dei singoli più che schemi elaborati. Il ritorno alla vecchia identità aggressiva, temporaneamente smarrita nei minuti dello svantaggio, diventa la chiave della rimonta. Anche l'ingresso di Chivu in campo, seppur simbolico, testimonia il coinvolgimento totale dello staff tecnico nella gestione emotiva della gara. La capacità di062 non disunirsi dopo un doppio colpo subito racconta la maturità di un gruppo che ha già vinto altre battaglie simili in passato. Il calo difensivo nei due gol subiti resta comunque un aspetto su cui lavorare, soprattutto in vista di impegni internazionali più impegnativi.

Il Napoli, dal canto suo, mostra luci e ombre significative. Allegri modifica l'assetto in corsa, passando a un 4-5-1 più prudente in fase difensiva, con una mezzala alta incaricata di pressare e Hojlund lasciato solo a sfruttare la profondità concessa dalla retroguardia avversaria. Questa mossa permette ai partenopei di colpire due volte in pochi minuti, ribaltando temporaneamente i rapporti di forza e mettendo in crisi la sicurezza nerazzurra. Tuttavia, con il passare dei minuti e le sostituzioni di Lobotka e Hojlund, la squadra perde equilibrio e riferimenti, complicando la gestione del vantaggio acquisito. La qualità dell'Inter finisce per emergere proprio quando il Napoli si allunga e concede più spazi tra i reparti. Restano i rimpianti per le occasioni sprecate da Neres e Anguissa, che avrebbero potuto indirizzare diversamente il match. È la seconda sconfitta consecutiva per gli azzurri, un campanello d'allarme sulla tenuta mentale della squadra nei momenti di pressione. Mourinho, che affronterà l'Inter a breve, avrà sicuramente preso appunti su questa gara ricca di indicazioni.

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