
(in aggiornamento) Di GIANLUCA SCANU
La Juve c’è e lo dimostra. Nella notte, con due lampi ravvicinati, i bianconeri spezzano la monotonia di una serata che sembrava destinata allo sbadiglio e battono il Napoli per 2-0 nel big match. Per Spalletti è una vittoria che pesa doppio: il tecnico affronta a viso aperto le concorrenti per il quarto posto, Como e Milan, e resta a sei punti da Fabregas, mentre sulla sponda azzurra Allegri scivola a -9 dal quarto posto e a -14 dalla Lazio capolista. La squadra bianconera ritrova anche il proprio pubblico: l’Allianz Stadium, che aveva accolto la partita con la contestazione dei tifosi, resta in silenzio fino al gol. Le assenze pesano su entrambe le formazioni. La Juve deve fare a meno di sette elementi, tra cui Yildiz, Thuram e Locatelli, mentre il Napoli ne perde nove, compresi Lobotka, Neres e Spinazzola, più l’influenza dell’ultimo minuto di Hojlund. Ne approfittano volti poco visti: Cabal torna titolare dopo quasi nove mesi, Marianucci dopo tredici.
Il primo tempo è povero di gioco e ricco di errori. Spalletti sceglie un 4-4-2 con tre novità rispetto alla sconfitta di Genova, mentre Allegri, squalificato e in tribuna, schiera un 4-3-3 con quattro cambi obbligati dopo il poker di Monza. Il ritmo resta basso: il Napoli tiene più palla, ma le due squadre sbagliano troppi passaggi e osano poco nell’uno contro uno. Il primo squillo è di Lucca, con un colpo di testa parato da Vicario. Il momento migliore della Juve arriva su corner al 28': Cabal devia di spalla e colpisce l’incrocio, mentre i bianconeri protestano senza successo per un contatto su Oliveira. Poco prima dell’intervallo Alajbegovic realizza l’1-1 sul palo di Meret, dopo due rigori in movimento sbagliati da Lang e dallo stesso bosniaco. Ma la tensione dell’intervallo resta tutta sulla scarsa precisione.
Nella ripresa cambiano i volti e il tono. Allegri inserisce Rrahmani e Gilmour, mentre Spalletti passa alla difesa a cinque con Gatti e i bianconeri appaiono un po’ più vivaci, pur tra enormi difficoltà di costruzione. All’ora di gioco arriva la svolta: Zhegrova salta Oliveira sulla destra e serve Alajbegovic, che di sinistro colpisce il palo e si infila in porta. Il gol premia il migliore dei suoi e apre la strada alla rimonta di entusiasmo della Curva Sud. Il Napoli, poi, è ridotto in dieci dal secondo giallo di Marianucci al 75', e a tre minuti dalla fine Boga chiude i conti con un destro a giro che trafigge Meret. La Juve non è ancora fuori dalla crisi, ma guarda al futuro con più fiducia. Il Napoli, invece, rischia di compromettere la stagione con le prossime sfide contro il Porto in trasferta e la Lazio al Maradona.
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