Prima legge del calcio: vince una partita la squadra che segna più gol, o almeno, che segna. Diciamolo alla Torres, che pur mettendo in campo il solito gioco asfissiante "grechiano" non segna nemmeno più lo straccio di un gol, quello che segna la SPAL che, dal canto suo, trova una vittoria clamorosa e - statisticamente parlando - contro il pronostico. Sia perché la banda Greco ha praticamente dominato sul piano del gioco, creando anche una valanga di occasioni, sia per l'ineluttabile differenza, di livello e di classifica. La crisi di Greco e della sua squadra è ormai evidente, e il gol di Buchel fa ancora una volta capire qual'è il difetto di questa squadra: non segnare e prendere gol da fermo. Un difetto che, se vuole mantenere i playoff, la formazione rossoblù deve cancellare dalla propria mente.
Torres padrona. Compreso l'errore fatale commesso contro l'Entella, quello del passaggio al 3-4-3, Greco ritorna al classico 3-4-1-2: come ovvio che sia, Mastinu ritorna in regia accanto a Giorico, confermato Liviero sulla fascia destra, Zecca a sinistra per Zambataro, ancora partente dalla panchina. Dossena preferisce Radrezza a Bassoni. Torres che domina il primo tempo, con Fiscnhaller che tenta due volte, ma il portiere Galeotti para entrambe le occasioni. Zecca tenta il tap-in, ma senza successo. La Spal, invece, risponde con un'azione di Rao, fermata da Zaccagno. Potenziali rigori per la Torres non vengono concessi dall'arbitro. Prima dell'intervallo, la Spal ottiene un corner, ma Zaccagno respinge.
La vince il neoentrato. Nella ripresa, la Torres continua ad attaccare, ma Galeotti para tutto. Nonostante le buone occasioni di Zecca e Scotto, la squadra non concretizza. Gli ingressi di Nanni e Zambataro non portano incisività. Un fallo di Zambataro regala una punizione alla Spal, trasformata da Buchel grazie a una deviazione di Mastinu. La Spal regge l'assalto finale e sfiora il raddoppio.I 297 tifosi ospiti tornano delusi, come la squadra, che deve ora guardarsi dalle avversarie in classifica. La crisi della Torres è palpabile, e serve una reazione forte per invertire la rotta e tornare a segnare.
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