Stangata Milan, traffico di droga: custodia cautelare per il capo ultrà Lucci

#LINCHIESTA CURVA MILAN

La Direzione Direttuale Antimafia apre un'indagine su un'associazione vicina ad una cosca 'ndrangheta: finisce sotto accusa e nuova ordinanza il capo-ultrà rossonero Luca Lucci, causa oltre 2 tonnellate di stupefacenti

MILANO

A cura di Gianluca Scanu

Rieccolo qua, il capo ultrà milanista Luca Lucci, già arrestato nell'inchiesta milanese sulle curve di San Siro. Altra ordinanza di custodia cautelare in carcere, per lui, stavolta nell'ambito di un'indagine della Direzione Direttuale Antimafia su un'associazione vicina alla 'ndrangheta dei Barbaro, accusata di aver importato e distribuito oltre 2 tonnellate di stupefacenti tra Lombardia e Calabria. 

Il personaggio. Lucci, capo della curva Sud rossonera, era stato arrestato nel maxi blitz del 30 settembre, coordinato dai pm della Dda, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata a una serie di reati. L'operazione, in tal caso, riguardava anche i vertici della curva interista, concentrandosi sui business illeciti del tifo organizzato e su aggressioni ed estorsioni. Stando alle indagini, il terminale delle organizzazioni è una figura che ha sostituito i Flachi della Comasina, mantenendo stretti legami con i Barbaro di Platì e gruppi criminali albanesi e sudamericani. Questi gruppi, con basi strategiche in Sudamerica, controllano le spedizioni di cocaina verso le piazze intercontinentali più importanti, evidenziando una rete complessa e radicata nel traffico di stupefacenti.

L'identikit

LUCA LUCCI

42 anni, originario di Milano, è leader assoluto della Curva Sud dei rossoneri dal 2008, anno in cui succedette a Giancarlo "Sandokan" Lombardi. Conosciuto nell'ambiente ultras con i soprannomi "Joker", "Toro" e "Belva Italia".
Già nel 2009 si rese protagonista di due episodi deplorevoli: durante il derby Inter-Milan di quel 15 febbraio, finito 2-1 per i nerazzurri, aggredì il tifoso interista Virgilio Motta, causandogli la perdita della vista da un occhio. Sempre nello stesso anno, sempre nel derby - ma quello del 29 agosto, finito ben 4-0 per i nerazzurri - Lucci aveva teso un agguato al gruppo interista "Banda Benji", colpevole di aver tentato di strappare uno striscione milanista. Il tutto gli costò 4 anni di reclusione
Tra il 2018 e il 2021 era stato condannato per detenzione e spaccio di stupefacenti, per il quale nel dicembre 2021 fu di nuovo condannato al carcere. Infine, l'inchiesta attuale per importazione e distribuzione, tra Lombardia e Calabria, di oltre 2 tonnellate di stupefacenti, per il quale è attualmente posto in regime di custodia cautelare.

Precedenti e provvedimenti. Non è l'unica, quella partita lo scorso settembre,  l'inchiesta per cui lui è indagato. Tra i precedenti che hanno convinto le autorità a seguirlo figura il tentato omicidio del 2019 di un ultrà rossonero, Enzo Anghinelli. Nella nuova inchiesta della Dda, i militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare per 20 persone nelle province di Pavia, Milano, Reggio Calabria, Lecco e Piacenza. Di queste, 15 sono state mandate in carcere, tra cui Lucci, e 5 agli arresti domiciliari, accusati di appartenere a un'associazione dedita al traffico di stupefacenti, con l'obiettivo di procurare ingenti quantitativi di cocaina da distribuire a Milano.

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