#LINCHIESTA CURVA MILAN
La Direzione Direttuale Antimafia apre un'indagine su un'associazione vicina ad una cosca 'ndrangheta: finisce sotto accusa e nuova ordinanza il capo-ultrà rossonero Luca Lucci, causa oltre 2 tonnellate di stupefacenti
Rieccolo qua, il capo ultrà milanista Luca Lucci, già arrestato nell'inchiesta milanese sulle curve di San Siro. Altra ordinanza di custodia cautelare in carcere, per lui, stavolta nell'ambito di un'indagine della Direzione Direttuale Antimafia su un'associazione vicina alla 'ndrangheta dei Barbaro, accusata di aver importato e distribuito oltre 2 tonnellate di stupefacenti tra Lombardia e Calabria.
Il personaggio. Lucci, capo della curva Sud rossonera, era stato arrestato nel maxi blitz del 30 settembre, coordinato dai pm della Dda, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata a una serie di reati. L'operazione, in tal caso, riguardava anche i vertici della curva interista, concentrandosi sui business illeciti del tifo organizzato e su aggressioni ed estorsioni. Stando alle indagini, il terminale delle organizzazioni è una figura che ha sostituito i Flachi della Comasina, mantenendo stretti legami con i Barbaro di Platì e gruppi criminali albanesi e sudamericani. Questi gruppi, con basi strategiche in Sudamerica, controllano le spedizioni di cocaina verso le piazze intercontinentali più importanti, evidenziando una rete complessa e radicata nel traffico di stupefacenti.
LUCA LUCCI
Precedenti e provvedimenti. Non è l'unica, quella partita lo scorso settembre, l'inchiesta per cui lui è indagato. Tra i precedenti che hanno convinto le autorità a seguirlo figura il tentato omicidio del 2019 di un ultrà rossonero, Enzo Anghinelli. Nella nuova inchiesta della Dda, i militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare per 20 persone nelle province di Pavia, Milano, Reggio Calabria, Lecco e Piacenza. Di queste, 15 sono state mandate in carcere, tra cui Lucci, e 5 agli arresti domiciliari, accusati di appartenere a un'associazione dedita al traffico di stupefacenti, con l'obiettivo di procurare ingenti quantitativi di cocaina da distribuire a Milano.
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