Torino-Cagliari vale un pezzettino di salvezza: serviranno lotta e cuore

#SERIEATIM VERSO L'ANTICIPO

Quesito della mossa dei rossoblù: vantaggio o svantaggio, per gli uni e per l'altro?

SASSARI

Servizio a cura di Piergiuseppe Fiori

Parola d’ordine, per Torino e Cagliari, ripartire. Per i ragazzi di Nicola dal poker al Lecce, per il Torino dal gol di Gineitis che domenica ha garantito il pari a Firenze. Ripartire per fare punti, per mettere un piede verso la salvezza tranquilla, e magari – perché no – guardare anche ad obiettivi più prestigiosi. Se i granata punteranno molto sulla difesa, visti anche i precedenti (come quello del 2017, quando la formazione del compianto Mihajlovic vinse 2-1 con i gol di Iago Falque e Obi), i rossoblù confermeranno buona parte degli uomini visti contro il Lecce, per salire in alto il blasone sardo come sarebbe piaciuto a Gigi Riva.

Occhio al Toro, Cagliari. Per farlo, ai sardi servirà non farsi ingannare dalla classifica e dai problemi del Torino: "affrontiamo una squadra di qualità, capace, tosta e ben preparata, che gioca un calcio propositivo", spiega Davide Nicola, "Sappiamo che dobbiamo esprimere al massimo i nostri valori, evitando alti e bassi, cercando piuttosto un equilibrio". Cinque giorni di preparazione sono più che sufficienti, assicura Nicola, aggiungendo: «Abbiamo più di undici giocatori su cui puntare»mantene alta la guardia e carica il Cagliari in vista del match di domani sera, lanciando la sfida alla sua ex squadra dalla sala stampa del “Crai Sport Center” di Assemini. . Dopo il “pepe” e la “fame”, l’allenatore rossoblù sfodera l'acronimo “Cuore” per la sfida con i granata: “Compattezza e coraggio, unità, organizzazione, resilienza, efficacia”.

Calciomercato in secondo piano. Sul fronte mercato, Nicola passa la palla a Bonato e Giulini. «Abbiamo un direttore sportivo che conosce bene le esigenze e un presidente che partecipa attivamente alla costruzione della squadra», afferma, precisando: «Chiunque arrivi, deve sapere che la maglia non è solo un indumento, ma una seconda pelle e troverà una squadra di valori». Su Gaetano, Nicola commenta: «Trovata la scintilla, deve continuare con la stessa intensità e spensieratezza». In merito a Mina, precisa con fermezza: «Non mi piace che venga identificato come un provocatore, perché non lo è. Yerry Mina è un giocatore corretto e un grande professionista che accetta il duello fisico e mentale».

 

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