Serie D, Girone G - Il punto sull'intero campionato, fra pregi e difetti

Dalla Nostra Terra

✍️a cura di Piergiuseppe Fiori

Il Girone G della Serie D ha visto le squadre sarde affrontare una stagione complessa e ricca di colpi di scena. Se da un lato alcune formazioni hanno mostrato sprazzi di competitività e hanno tentato di mantenere la categoria, dall'altro molte hanno dovuto fare i conti con difficoltà tecniche, societarie e una competizione sempre più ardua. Vediamo nel dettaglio il percorso delle cinque squadre sarde che hanno lottato per la permanenza.

Ilvamaddalena: Un’occasione mancata

Ilvamaddalena, al suo ritorno in Serie D, ha vissuto un'annata altalenante che si è conclusa nel peggiore dei modi con la retrocessione. Dopo un avvio incoraggiante sotto la guida di Carlo Cotroneo, il club ha attraversato una fase critica con una lunga serie di risultati negativi che hanno portato all’esonero dell’allenatore. Con diversi cambi in panchina, l’arrivo di Sandro Acciaro sembrava poter risollevare la squadra, grazie anche a innesti di esperienza come Aloia e Izzillo. Tuttavia, il crollo nelle ultime giornate e le pesanti sconfitte con Trastevere e nel playout hanno condannato il club alla retrocessione, deludendo le aspettative di un progetto ambizioso.

Costa Orientale Sarda: Un sogno trasformato in incubo

La Costa Orientale Sarda aveva costruito una rosa sulla carta competitiva, ma la stagione ha preso una piega negativa fin dai primi mesi. Giocatori di qualità come Aloia, Donnarumma e Attah non sono riusciti a incidere come previsto, mentre gli infortuni di elementi chiave, tra cui Sartor, hanno pesato enormemente. La crisi di risultati iniziale con nove sconfitte consecutive ha portato a cambi di allenatore, ma nemmeno Sebastiano Pinna è riuscito a invertire la rotta. Nonostante un miglioramento nei mesi finali e la conquista dei playout, la sconfitta contro l’Atletico Lodigiani ha sancito una retrocessione dolorosa.

Latte Dolce: Un progetto da consolidare

Il Latte Dolce si è trovato in una stagione difficile, con la necessità di costruire una squadra competitiva capace di mantenere la categoria. L'obiettivo era quello di sfruttare il legame con la Torres per dare solidità al progetto e rendere il club una realtà stabile in Serie D. Tuttavia, la squadra ha faticato a trovare continuità, mostrando carenze soprattutto sotto l’aspetto del carattere e della determinazione. Nonostante alcuni segnali di crescita nel finale di stagione, il club ha mancato il salto di qualità necessario per ambire a una salvezza tranquilla.

Atletico Uri: Un addio amaro alla Serie D

Dopo diverse stagioni esaltanti, l’Atletico Uri ha dovuto salutare la Serie D al termine di un’annata complicata. La squadra, guidata da Massimiliano Paba, aveva regalato emozioni nelle scorse stagioni, ma questa volta le difficoltà sono state insormontabili. La retrocessione è arrivata dopo una serie di risultati negativi che hanno impedito alla squadra di salvarsi, nonostante alcuni tentativi di rilancio. Il percorso del club, ricco di battaglie per la permanenza, si è concluso con il ritorno in Eccellenza.

Olbia: Un caos societario che ha inciso

La stagione dell’Olbia è stata segnata da una gestione societaria turbolenta, con continui cambi alla guida tecnica e problemi finanziari. L’iniziale fiducia in Ninni Corda si è trasformata in tensioni interne, con il susseguirsi di diversi allenatori e polemiche legate agli stipendi e alla stabilità del club. Nonostante un finale di stagione in crescita sotto la guida di Ze Maria e alcuni innesti di qualità, la squadra ha dovuto fare i conti con un ambiente instabile. La salvezza è arrivata all’ultimo momento, ma il futuro rimane incerto con la necessità di una gestione più solida.

 

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