Dalla Nostra Terra
Il Girone G della Serie D ha visto le squadre sarde affrontare una stagione
complessa e ricca di colpi di scena. Se da un lato alcune formazioni hanno
mostrato sprazzi di competitività e hanno tentato di mantenere la categoria,
dall'altro molte hanno dovuto fare i conti con difficoltà tecniche, societarie
e una competizione sempre più ardua. Vediamo nel dettaglio il percorso delle
cinque squadre sarde che hanno lottato per la permanenza.
Ilvamaddalena:
Un’occasione mancata
Ilvamaddalena, al suo ritorno in Serie D, ha vissuto un'annata altalenante
che si è conclusa nel peggiore dei modi con la retrocessione. Dopo un avvio
incoraggiante sotto la guida di Carlo Cotroneo, il club ha attraversato una
fase critica con una lunga serie di risultati negativi che hanno portato
all’esonero dell’allenatore. Con diversi cambi in panchina, l’arrivo di Sandro
Acciaro sembrava poter risollevare la squadra, grazie anche a innesti di
esperienza come Aloia e Izzillo. Tuttavia, il crollo nelle ultime giornate e le
pesanti sconfitte con Trastevere e nel playout hanno condannato il club alla
retrocessione, deludendo le aspettative di un progetto ambizioso.
Costa
Orientale Sarda: Un sogno trasformato in incubo
La Costa Orientale Sarda aveva costruito una rosa sulla carta competitiva,
ma la stagione ha preso una piega negativa fin dai primi mesi. Giocatori di
qualità come Aloia, Donnarumma e Attah non sono riusciti a incidere come
previsto, mentre gli infortuni di elementi chiave, tra cui Sartor, hanno pesato
enormemente. La crisi di risultati iniziale con nove sconfitte consecutive ha
portato a cambi di allenatore, ma nemmeno Sebastiano Pinna è riuscito a
invertire la rotta. Nonostante un miglioramento nei mesi finali e la conquista
dei playout, la sconfitta contro l’Atletico Lodigiani ha sancito una
retrocessione dolorosa.
Latte
Dolce: Un progetto da consolidare
Il Latte Dolce si è trovato in una stagione difficile, con la necessità di
costruire una squadra competitiva capace di mantenere la categoria. L'obiettivo
era quello di sfruttare il legame con la Torres per dare solidità al progetto e
rendere il club una realtà stabile in Serie D. Tuttavia, la squadra ha faticato
a trovare continuità, mostrando carenze soprattutto sotto l’aspetto del
carattere e della determinazione. Nonostante alcuni segnali di crescita nel
finale di stagione, il club ha mancato il salto di qualità necessario per
ambire a una salvezza tranquilla.
Atletico
Uri: Un addio amaro alla Serie D
Dopo diverse stagioni esaltanti, l’Atletico Uri ha dovuto salutare la Serie
D al termine di un’annata complicata. La squadra, guidata da Massimiliano Paba,
aveva regalato emozioni nelle scorse stagioni, ma questa volta le difficoltà
sono state insormontabili. La retrocessione è arrivata dopo una serie di
risultati negativi che hanno impedito alla squadra di salvarsi, nonostante
alcuni tentativi di rilancio. Il percorso del club, ricco di battaglie per la
permanenza, si è concluso con il ritorno in Eccellenza.
Olbia: Un
caos societario che ha inciso
La stagione dell’Olbia è stata segnata da una gestione societaria
turbolenta, con continui cambi alla guida tecnica e problemi finanziari.
L’iniziale fiducia in Ninni Corda si è trasformata in tensioni interne, con il
susseguirsi di diversi allenatori e polemiche legate agli stipendi e alla
stabilità del club. Nonostante un finale di stagione in crescita sotto la guida
di Ze Maria e alcuni innesti di qualità, la squadra ha dovuto fare i conti con
un ambiente instabile. La salvezza è arrivata all’ultimo momento, ma il futuro
rimane incerto con la necessità di una gestione più solida.
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