Che vogliamo dire su PSG-Inter? Colpevoli e innocenti di una serata drammaticamente storica

L'EDITORIALE


di Gianluca Scanu

"La storia è un incubo da cui sto cercando di svegliarmi." Dall'Ulisse di James Joyce traggo la sintesi della notte insonne vissuta dai tutto il popolo interista ieri sera, durante e dopo la finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain. Un incubo calcistico, un 5-0 che è un risultato alquanto relativo e che resterà impresso nella memoria come uno dei più grandi disastri sportivi che la storia calcistica abbia mai potuto raccontare. Una differenza, se vogliamo citare le parole di un recente capolavoro di Tananai, abissale, che ci pone davanti al dubbio amletico: il PSG era veramente così tanto ingiocabile? O forse l'Inter si è arresa anzitempo, troppo, capendo definitivamente i limiti tecnici e tattici che l'hanno maledettamente segnata lungo tutta la stagione?

Il dubbio amletico resterà. Ma analizzando completamente la partita, è opportuno essere obiettivi. E' opportuno rendere onore ai vincitori, a questo PSG guidato da un mago chiamato Luis Enrique, al quale ha risposto un gruppo straordinario, spensierato, esemplare. Un dominio della partita in lungo e in largo, con tanto di superiorità tecnica e tattica di cui c'è ben poco da dire. Il volto simbolo di questa pagina storica del calcio europeo è quello delle due stelline, o meglio, dei due astri nascenti Désiré Doué e Senny Mayulu, rispettivamente 20 e 19 anni, i quali hanno probabilmente dato vita a un nuovo movimento. E assieme a loro, c'è anche chi si prende la rivincita: quel Khvicha Kvaratskhelia che ha reso vincente la sua scelta di lasciare Napoli in inverno, per entrambe le parti, ma anche un Hakimi che, forse, è il simbolo di sportività più evidente in una serata come queste, fatto evidenziato dalla sua rinuncia a esultare. Onore anche a un Nuno Mendes re delle fasce, grazie a velocità e precisione, al centrocampo orchestrato da Vitinha e João Neves, ha dettato i ritmi, soffocando ogni tentativo di reazione dell'Inter.

Affrontati i vincenti, ora i perdenti. Un fallimento totale, per la squadra di Simone Inzaghi, apparsa ancora una volta disorientata, fragile, spesso priva di idee e, ancora peggio, arrendevole dal gol del 3-0 in poi. Della serie "prego, s'accomodi, tanto non c'è storia". Colpe totali a una difesa ancora una volta anello debole dei nerazzurri, il cui principale indiziato è Federico Dimarco: un vero e proprio carnefice, apripista ad Hakimi per l'1-0. Il centrocampo, con Calhanoglu, Barella e Mkhitaryan, è stato sterile e incapace di contrastare il dominio parigino. L'attacco, con Lautaro Martinez e Thuram, è rimasto isolato e inefficace. Questa disfatta non è stata un caso isolato, ma il culmine di una stagione altalenante. L'Inter ha mostrato difficoltà contro squadre che pressano alto, una mancanza di alternative tattiche e problemi di condizione fisica. Il modulo 3-5-2 di Inzaghi, efficace in alcune situazioni, si è rivelato prevedibile contro avversari dinamici come il PSG.

L'albo d'oro

1956

Real Madrid

(1^)

1957

Real Madrid

(2^)

1958

Real Madrid

(3^)

1959

Real Madrid

(4^)

1960

Real Madrid

(5^)

1961

Benfica

(1^)

1962

Benfica

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1963

Milan

(1^)

1964

INTER

(1^)

1965

INTER

(2^)

1966

Real Madrid

(6^)

1967

Celtic

(1^)

1968

Manchester Utd

(1^)

1969

Milan

(2^)

1970

Feyenoord

(1^)

1971

Ajax

(1^)

1972

Ajax

(2^)

1973

Ajax

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1974

Bayern Monaco

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1975

Bayern Monaco

(2^)

1976

Bayern Monaco

(3^)

1977

Liverpool

(1^)

1978

Liverpool

(2^)

1979

Nottingham Forest

(1^)

1980

Nottingham Forest

(2^)

1981

Liverpool

(3^)

1982

Aston Villa

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1983

Amburgo

(1^)

1984

Liverpool

(4^)

1985

Juventus

(1^)

1986

Steaua Bucarest

(1^)

1987

Porto

(1^)

1988

PSV Eindhoven

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1989

Milan

(3^)

1990

Milan

(4^)

1991

Stella Rossa

(1^)

1992

Barcellona

(1^)

1993

Olympique Marsiglia

(1^)

1994

Milan

(5^)

1995

Ajax

(4^)

1996

Juventus

(2^)

1997

Borussia Dortmund

(1^)

1998

Real Madrid

(7^)

1999

Manchester Utd

(2^)

2000

Real Madrid

(8^)

2001

Bayern Monaco

(4^)

2002

Real Madrid

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2003

Milan

(6^)

2004

Porto

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2005

Liverpool

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2006

Barcellona

(2^)

2007

Milan

(7^)

2008

Manchester Utd

(3^)

2009

Barcellona

(3^)

2010

INTER

(3^)

2011

Barcellona

(4^)

2012

Chelsea

(1^)

2013

Bayern Monaco

(5^)

2014

Real Madrid

(10^)

2015

Barcellona

(5^)

2016

Real Madrid

(11^)

2017

Real Madrid

(12^)

2018

Real Madrid

(13^)

2019

Liverpool

(6^)

2020

Bayern Monaco

(6^)

2021

Chelsea

(2^)

2022

Real Madrid

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2023

Manchester City

(1^)

2024

Real Madrid

(15^)

2025

PSG

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