La battaglia viene decisa dal gol di Gonzalo Garcia, Di Gregorio si distingue con interventi decisivi che tengono viva la partita, i bianconeri resistono fino alla fine contro una squadra di livello superiore, uscendo dal Mondiale per Club con rinnovata fiducia e consapevolezza.
REAL MADRID 1
JUVENTUS 0
Gol: 9' s.t. Garcia G. - primo tempo 0-0
REAL MADRID (3-5-2): Courtois, Rüdiger, Tchouaméni, Huijsen, Fran García; Valverde (dal 44’ s.t. Ceballos), Bellingham; Alexander-Arnold Arda Güler (dal 32' s.t. Modric), Gonzalo Garcia (dal 22’ s.t. Mbappé), Vinicius.
Allenatore: Xabi Alonso
AMMONITI: nessuno
ESPULSI: nessuno
CAMBI DI SISTEMA: dal 23' s.t. 4-3-1-2
JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Rugani (dal 40’ s.t. Gatti), Kelly (dal 14' s.t. Nico Gonzalez); A. Costa; Locatelli (dal 40’ s.t. Mckennie), K.Thuram, Cambiaso; Conceiçao (dal 14' s.t. Kostic), Yildiz (dal 25’ s.t. Koopmeiners); Kolo Muani.
CAMBI DI SISTEMA: dal 25' s.t. 4-2-3-1
Allenatore: Tudor
AMMONITI: 42' s.t. Bellingham per falli
ESPULSI: nessuno
Note: Spettatori: 62.129, Cielo: sereno, temperatura estiva, Tiri totali: Real Madrid 13, Juventus 9, Tiri in porta: Real Madrid 6, Juventus 3, Falli commessi: Real Madrid 11, Juventus 9, Calci d’angolo: Real Madrid 7, Juventus 4, Fuorigioco: Real Madrid 2, Juventus 1, Recupero: 4' pt, 5' st
Di GIANLUCA SCANU
A testa alta. Così esce la Juventus dal Mondiale per Club, sconfitta dal Real Madrid al termine di una vera e propria battaglia. Ai ragazzi di Tudor non bastano coraggio, determinazione e orgoglio sorprendenti: la superiorità tecnica e tattica dei blancos è troppa, come dimostra il golden gol di Gonçalo Garçia, ma anche le giocate di Valverde, l'ex Hujsen (vicinissimo a siglare il gol dell'ex) e del prospetto Guler. Nonostante la sconfitta per 1-0, che certifica l'eliminazione dall'ultima competizione rimasta (e quindi l'annientamento da ogniqualsivoglia possibilità di trofeo), i bianconeri possono tornare in Italia portando il trofeo più importante: quello morale, dell'orgoglio, avendo dimostrato compattezza, spirito di sacrificio e momenti di buon calcio. La squadra di Tudor ha tenuto testa con onore, mettendo le basi per un possibile futuro roseo.
Lotta vera. A prova dell'orgoglio appena descritto, la Juventus non si fa intimorire in partenza, dimostrando di voler tentare la vittoria. Tante le occasioni create, su tutte spicca quella al 12', che vede lo scambio fra Yildiz e Kolo Muani, col francese che sfiora il vantaggio di scavetto. Il Real, al contrario dei pronostici e almeno inizialmente, fatica a trovare spazi e, anzi, trova al contrario un Di Gregorio formato Buffon 2.0, fra gli MVP bianconeri con interventi talvolta miracolosi, su tutti la respinta di piede al 25' sulla bordata di Bellingham. La Juventus mostra un buon pressing e una difesa compatta, cercando di limitare le incursioni del Real. Tuttavia, col passare dei minuti, la squadra di Xabi Alonso prende il controllo del gioco, costringendo la Juve a difendersi nella propria metà campo. Il Real Madrid, con un possesso palla più fluido e una maggiore capacità di creare spazi, aumenta la pressione e il gol sembra nell’aria, ma la difesa bianconera regge fino all’intervallo.
Garçia (golden) gol. La ripresa si apre con un Real più aggressivo, che sfiora il gol al 48' con Valverde. Poco dopo, al 53', sugli sviluppi di un corner, arriva la rete decisiva: Vinicius serve Alexander-Arnold, che pesca Gonzalo Garcia in area piccola, pronto a battere Di Gregorio. La Juve non si arrende e prova a reagire al 60' con un tiro di Conceição, ma Courtois è attento. Tudor è costretto a cambiare assetto dopo l’infortunio di Kelly, inserendo forze fresche. Il Real continua a creare occasioni, ma Di Gregorio si oppone ancora, stavolta al 75' su una rovesciata di Valverde. La Juve risponde con un bel tiro da fuori di Nico Gonzalez all'85', che sfiora il palo. I minuti finali vedono il Real gestire il vantaggio, pur rischiando qualcosa in contropiede, mentre la Juve, stanca, non riesce a trovare il guizzo per pareggiare. Nonostante l’eliminazione, la prestazione contro i blancos rappresenta un mattoncino importante per il futuro. Ora si torna in Italia con fiducia e voglia di crescere ancora.
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