PSG, che cavalcata: finale conquistata con poker al Real Madrid

MONDIALE PER CLUB

Una prestazione dominante già nei primi 45 minuti, con Fabian Ruiz e Dembelé protagonisti assoluti. Gli errori difensivi del Real e la velocità del PSG fanno la differenza in campo. Luis Enrique punta ora al quinto trofeo stagionale, con il Chelsea ultimo ostacolo. Una lezione di calcio che conferma la forza e l’ambizione dei parigini.

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REAL MADRID                   0

L'ANALISI Di GIANLUCA SCANU

Dal MetLife Stadium una notizia: gli ingiocabili esistono. Sono i giocatori del PSG, che fanno capire al mondo qual'è, attualmente, la squadra più forte del mondo. Volo in finale senza alcun ostacolo, trafiggendo il Real Madrid con un netto 4-0 e con la pratica già archiviata dopo nemmeno mezz'ora, grazie a una doppietta di Fabian Ruiz, un gol di Dembelé e la rete finale di Gonzalo Ramos. Va bene, i parigini erano e sono un rullo compressore, ma d'altro canto il Real appare disorganizzato e privo di equilibrio, incapace di reagire alla pressione e alla velocità dei francesi e incline a commettere errori individuali pesantissimi, su tutti quelli di Asensio e Rudiger aprono la strada ai primi due gol, oltre ai troppi spazi lasciati dalla difesa alta degli spagnoli. Il PSG, già vincitore di quattro trofei stagionali, punta ora al quinto, mettendo un altro trofeo in bacheca per una stagione che resterà negli annali per l'eternità.

Subito 2-0 PSG. Let's get ready to rumble. Così recita l’annuncio di Michael Buffer, che tradotto letteralmente dall'inglese all'italiano significa prepariamo a scatenarci. In campo, però, si scatena solamente il PSG, che sin dal calcio d'inizio (battuto però dal Real) fa capire l'aria che tira. Courtois para quel che riesce, ma al 5' non può nulla: Asensio si perde in area, Dembelé pressa e si presenta davanti a Courtois, che pure lo atterra, nella concitazione e con probabilmente applicata la regola del vantaggio, Fabian Ruiz segna a porta vuota. Il centometrista continua a essere il terminale perfetto della macchina parigina, un alieno alla Maradona, alla Ronaldo, alla Haaland. Soprattutto, col pregio di approfittare delle occasioni concesse dai blancos: la prova al 9', in cui Rudiger sbaglia terribilmente a impostare, Dembelé scatta a campo aperto e scaglia un destro centrale su cui Courtois si tuffa in ritardo. In meno di dieci minuti, il Real è sotto di due reti, statisticamente un evento rarissimo nella sua storia recente.

Errori Real per il tris. Assorbite le pesanti botte, il Real prova a reagire: Donnarumma deve scaldarsi i guanti, di fronte a qualche fiammata di Mbappé e Vinicius, due leader che provano a spronare una squadra ora orientata a ripartire in contropiede. Mossa tutt'altro che utile e remunerativa, anzi peggio, dannosa, perché il PSG approfitta delle praterie lasciate libere dai blancos, e su una di queste trova il gol del 3-0. Dembelé lancia Hakimi in profondità, che serve Fabian Ruiz per la sua doppietta personale. Il Real Madrid appare irriconoscibile, incapace di reagire e troppo fragile in fase difensiva. Xabi Alonso osserva preoccupato dalla panchina, consapevole che i suoi stanno offrendo una delle peggiori prestazioni stagionali. 

Reazione e poker definitivo. Il secondo tempo si apre con lo stesso copione: il Real prova ad alzare il baricentro, ma lascia spazi enormi dietro. Al 3' arriva infatti il gol del 4-0, sigillato da Doué, ma che viene annullato per fuorigioco, mentre Mbappé spreca una buona occasione. Il PSG rallenta il ritmo, ma continua a controllare la partita con autorità. Nel finale, il Real tenta una timida reazione, ma non riesce mai a impensierire seriamente Donnarumma, che compie la sua prima parata solo al 44’. Sul ribaltamento di fronte, Barcola semina il panico in area e serve Gonçalo Ramos, che firma il 4-0 definitivo. Il portoghese dedica il gol al compagno di nazionale Diogo Jota, recentemente scomparso. L’arbitro decide di non concedere recupero e fischia la fine al 45’, come già accaduto a Monaco contro l'Inter. Il PSG vola in finale contro il Chelsea e si candida a completare una stagione storica con il “cinquiplete”, dopo aver già conquistato Ligue 1, Coppa di Francia, Supercoppa e Champions League.

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