Addio a Claudio Lombardi, storico tecnico e manager di Lancia e Ferrari

LUTTO NEL MONDO DEI MOTORI

Volto famoso del motorsport italiano dal 1975 al 1994, successore di Fiorio come team manager alla Lancia e Direttore Sportivo alla Ferrari. Fu anche ingegnere per l'Aprilia in Superbike e produttore di energia da fonti rinnovabili e tecnologie nel settore automotive

Di GIANLUCA SCANU

Se ne va un pezzo di storia del motorsport italiano. Claudio Lombardi, ingegnere di razza e mente brillante dietro alcune delle pagine più gloriose delle corse tricolori, si spegne il primo ottobre all’età di 83 anni. Il suo nome resta scolpito tra rally e Formula 1, con un percorso che lo vede protagonista assoluto tra Lancia e Ferrari, prima di chiudere il cerchio con l’Aprilia in Superbike. Tecnico, manager, innovatore: Lombardi incarna la figura dell’ingegnere completo, capace di coniugare visione e pragmatismo. Dopo il ritiro dalle competizioni, si dedica al settore automotive con uno sguardo rivolto al futuro, tra energie rinnovabili e mobilità sostenibile. Ma il suo impegno non si ferma ai motori: anche la politica locale lo vede attivo, con passione e senso civico. Un uomo che ha vissuto il progresso, contribuendo a scriverne i capitoli più audaci.

Contributo alla casa FIAT. Nato ad Alessandria il 12 maggio 1942, si laurea in ingegneria meccanica a Bologna e muove i primi passi in FIAT Auto come ricercatore motoristico. È il 1975 quando entra alla Lancia, dove assume la direzione tecnica dei motori e si afferma come uno dei progettisti più influenti del decennio. Sotto la gestione Fiorio, firma le power unit delle vetture che dominano il Mondiale Rally negli anni Ottanta, portando l’Italia sul tetto del mondo. Quando Fiorio passa alla Ferrari, Lombardi prende le redini del team Lancia, guidandolo fino alla chiusura del reparto corse. La sua competenza tecnica e la leadership silenziosa lo rendono un punto di riferimento per piloti e ingegneri, in un’epoca d’oro per il rally italiano.

Esploriamo

Tra le intuizioni più brillanti di Claudio Lombardi spicca il suo ruolo nello sviluppo della Lancia Delta S4, autentico mostro da rally capace di piegare le leggi della fisica. Ma il suo genio si esprime anche nel motore Triflux, un progetto Fiat brevettato nel dicembre 1986: si tratta di un propulsore da competizione con architettura in linea e doppia sovralimentazione, grazie a due turbocompressori montati ai lati del blocco. La testata, a quattro valvole per cilindro, garantisce respirazione ottimale e prestazioni fuori scala. Un’idea che anticipa soluzioni oggi comuni, ma che all’epoca sembrava arrivare da un laboratorio del futuro

I successi. Il passaggio a Maranello è naturale: nel 1990 entra in Ferrari, dove resta fino al 1994, ricoprendo anche il ruolo di Direttore Sportivo, sempre sulle orme di Fiorio. In Formula 1 porta rigore e metodo, contribuendo alla crescita tecnica del Cavallino. Poi, nel nuovo millennio, si reinventa con l’Aprilia in Superbike, dove mette a frutto la sua esperienza per spingere il marchio italiano ai vertici. Non solo motori: Lombardi si dedica anche alla consulenza nel campo delle energie pulite e dei veicoli elettrici, anticipando le sfide della mobilità moderna. E nel tempo libero, si impegna in politica a livello provinciale, con lo stesso spirito di servizio che lo ha guidato in pista. Un ingegnere, sì, ma soprattutto un uomo del fare.

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