Capolavoro all'Olimpico: la Roma trafigge il Genoa, ma De Rossi esce fra gli applausi

#SERIEAENILIVE LA NOTTE DELL'EX

Tris già nei primi 31': in gol Soulé, Koné e la scommessa Ferguson, al Genoa non basta Ekhator. Standing ovation e abbracci per l'ex alla guida dei grifoni, giallorossi "campioni" del 2025, con 79 punti in 36 partite






ROMA 3
GENOA 1
Marcatori: 14' p.t. Soulé (ROMA), 19' p.t. Koné (ROMA), 31' p.t. Ferguson (ROMA), 42' s.t. Ekhator (GEN)

L'ANALISI Di GIANLUCA SCANU

L'unica gioia, per l'ex di serata Daniele De Rossi, è la standing ovation e gli abbracci ricevuti da un Olimpico sempre riconoscente. Cori, applausi, striscioni, un abbraccio collettivo, arrivano però al termine di una serata amara per il grande ex. La Roma accoglie il suo simbolo con affetto, ma in campo non fa sconti e impone ritmo, qualità e determinazione. La sfida con il Genoa diventa presto un crocevia importante per la corsa giallorossa verso la zona Champions. Gasperini chiede una prova di maturità e la ottiene, con una squadra aggressiva e lucida fin dai primi minuti. Il match si incanala rapidamente sui binari romanisti, mentre il Genoa fatica a trovare equilibrio e profondità. L’Olimpico spinge, la Roma risponde e costruisce un dominio che si rivelerà decisivo. Le reti di Soulé, Koné e Ferguson indirizzano la gara già nella prima mezz’ora. L’unico sussulto rossoblù arriva nel finale, troppo tardi per riaprire davvero la partita.

Tris fulmineo. Gasperini conferma il suo 3-4-2-1 aggressivo, in cui spicca Ferguson punta avanzata, supportato alle spalle da Soulé e il ritrovato Dybala, mentre De Rossi risponde con un 4-3-3 più prudente, cercando densità centrale e ripartenze rapide. Il vantaggio arriva al 13’: Soulé raccoglie un rilancio lungo, punta l’uomo e trova il gol con una conclusione deviata che sorprende Sommariva. Il Genoa accusa il colpo e non riesce a riorganizzarsi, mentre i giallorossi aumentano i giri del motore. Al 20’ arriva il raddoppio: Koné è il più rapido a ribadire in rete dopo un’azione insistita, premiando la superiorità tecnica e fisica della squadra di Gasperini. L’Olimpico esplode, la Roma domina il possesso e vince ogni duello. Il Genoa prova a ripartire ma manca precisione negli ultimi metri. Al 31’ Ferguson chiude virtualmente la partita con un inserimento perfetto e un destro che vale il 3-0. 

Gol Ekhator e ovation. La ripresa si apre con ritmi più bassi, complice il triplo vantaggio romanista che permette a Gasperini di gestire energie e spazi. La Roma controlla il gioco con maturità, alternando possesso ragionato e ripartenze mirate. Il Genoa prova a rientrare in partita con qualche iniziativa individuale, ma la difesa giallorossa resta solida e concede pochissimo. De Rossi inserisce forze fresche quali Ekhator e Fini per aumentare la spinta sulle fasce, ma la manovra resta prevedibile e poco incisiva. La Roma invece, perso Soulé, continua a creare occasioni, pur senza la frenesia del primo tempo, mostrando una gestione da squadra consapevole. Sull'unico errore difensivo giallorosso, al 42’, Ekhator trova il gol della bandiera con un destro preciso che sorprende Svilar. È un lampo isolato, che non cambia l’inerzia né il giudizio complessivo sulla gara. Gli ultimi minuti scorrono tra applausi e cori, con l’Olimpico che celebra la propria squadra e saluta ancora una volta De Rossi.

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