Mantova, il cambio d'allenatore non funziona: l'Empoli passa con Nesti e infligge la quinta sconfitta di fila ai virgiliani

SERIE BKT IL POSTICIPO

Spazzafumo e Careddu trionfano fra i master, Matteo Mura torna a disputare una campestre per i Guerrieri del Pavone e conquista un secondo posto straordinario. Primi per gli allievi Maria Mei e Andrea Pinna, per i cadetti trionfano Ruzzettu e Mannoni. Saltata l'esibizione FISDIR, inizialmente prevista, a causa della mancata approvazione dell'iscrizione

Di GIANLUCA SCANU

Il debutto di Modesto sulla panchina del Mantova si trasforma subito in una serata amara, perché la squadra incassa un’altra sconfitta di misura che pesa come un macigno. Il ko contro l’Empoli, firmato da Nasti nella ripresa, allunga a quattro la striscia negativa dei biancorossi e non porta quella scossa che la società sperava dal cambio tecnico. L’ambiente resta sospeso tra delusione e attesa, con la trasferta di Carrara del 27 dicembre che diventa già un crocevia emotivo e di classifica. Lì rientrerà Radaelli, mentre Trimboli sarà assente per squalifica dopo il giallo rimediato nel finale. Al Martelli il pubblico non supera le settemila presenze, ma gli Ultras trovano il modo di salutare Possanzini con uno striscione che suona come un ringraziamento e un monito. Modesto, intanto, prova a imprimere subito la sua impronta, puntando su un Mantova più diretto, più verticale, più aggressivo. L’idea è chiara: ripartire dalla voglia, dall’intensità, dalla corsa. Ma la classifica non aspetta e il tempo per invertire la rotta si assottiglia. La sensazione è che serva una scintilla, qualcosa che trasformi la buona volontà in punti veri.

Mantova, ritorno al passato. La partita si apre con un Mantova che mostra subito un volto diverso rispetto al recente passato: difesa a tre, esterni alti, linee più corte e verticalizzazioni immediate. Mensah è il riferimento avanzato e dopo pochi minuti ha già la palla buona per sbloccare, ma calcia addosso al portiere. L’Empoli risponde con il palo esterno di Ceesay, episodio che non spegne però l’energia dei biancorossi. La squadra di Modesto gioca con coraggio, prova a inserirsi con velocità e mantiene un atteggiamento propositivo che il pubblico apprezza. Alla mezz’ora Ruocco sfiora il vantaggio su assist di Falletti, ma la deviazione è troppo angolata. Poco dopo è lo stesso Falletti a impegnare severamente il portiere con un destro potente dal limite. Nel finale di tempo l’Empoli torna a farsi minaccioso con Nasti, che costringe Festa a un intervento decisivo. Il Mantova chiude la prima frazione con buone sensazioni, ma senza il gol che avrebbe potuto cambiare la storia della serata. La squadra sembra viva, ma ancora fragile nei momenti chiave.

Ma passa l'Empoli. La ripresa riparte sulla stessa falsariga: Mantova aggressivo, Empoli più attendista. Dopo quattro minuti Ruocco spreca una chance enorme su velo di Mensah, e sull’azione successiva Castellini sfiora il vantaggio con un’incornata che accarezza il palo. È il momento migliore dei biancorossi, ma come spesso accade nelle squadre in difficoltà basta un dettaglio a far crollare tutto: 22’, Elia scatta a campo aperto per cinquanta metri, verticalizzazione per Nasti, l'ex Milan e Bari deposita di destro il gol dell’1-0. Una mazzata che congela il Martelli e costringe Modesto ai cambi: dentro Paoletti, Fiori e Mancuso per dare freschezza e idee. Il Mantova però perde brillantezza, fatica a costruire e si affida più alla volontà che alla lucidità. L’Empoli gestisce il possesso, rallenta i ritmi e porta a casa un successo che vale più di quanto abbia realmente prodotto. I biancorossi invece restano impantanati in un momento grigio, dove le buone intenzioni non bastano e ogni errore viene punito. Ai virgiliani serve una svolta, e pure in fretta.

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