Sci di fondo, a Pellegrino non basta la rimonta: Chavat prevale al fotofinish a Davos

SCI DI FONDO COPPA DEL MONDO
Partito ultimo, l'azzurro rimonta fino a lottare millimetro a millimetro con Chanavat per la vittoria finale. Al fotofinish, tuttavia, esulta il transalpino, Klaebo esce ai quarti 

Di GIANLUCA SCANU

Podio con orgoglio condito da un pizzico di rammarico, per Federico Pellegrino. Il campione azzurro, che ha già annunciato il ritiro al termine della stagione olimpica di Milano-Cortina 2026, dimostra di avere ancora fame e orgoglio. A Davos, località che rappresenta da sempre un terreno favorevole per lui, conquista un secondo posto che vale molto più di una semplice medaglia. Dopo un avvio di stagione complicato, il risultato rilancia le sue ambizioni e regala fiducia in vista delle prossime tappe. La cittadina svizzera, dove ha già trionfato quattro volte, si conferma un palcoscenico speciale per il fondista italiano. Il piazzamento assume un significato particolare: è il primo podio individuale dell’annata, dopo quello ottenuto in staffetta con Elia Barp. Pellegrino, che sarà portabandiera alle Olimpiadi, vuole chiudere la carriera con il segno della continuità e della classe. 

La gara. La finale si accende subito con l’assenza pesante di Johannes Hosflot Klaebo, eliminato ai quarti per una serie di errori insoliti. Senza il fuoriclasse norvegese, la scena è dominata da Lucas Chanavat, che prende il comando nella seconda parte della prova e non lo lascia più. Il francese impone ritmo e resistenza, mantenendo la testa fino al traguardo. Pellegrino tenta il recupero con due mosse decisive: prima sulla salita, terreno che conosce alla perfezione, poi sul rettilineo conclusivo. L’azzurro però non riesce a colmare il distacco e deve accontentarsi della piazza d’onore. Sul gradino più basso del podio chiude Oskar Opstad Vike, autore di una prova solida. Per Pellegrino resta il rammarico di non aver sfruttato l’assenza del rivale più temuto, ma la soddisfazione di un risultato che lo riporta tra i protagonisti. Davos, ancora una volta, diventa teatro di emozioni e conferma il legame speciale tra il campione italiano e le sue piste preferite.


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