Van Der Poel, un anno da re(cord)! Trionfo anche a Gavere che vale la cinquina annuale

CICLISMO VAN DER POEL

Lasciata alle spalle l'assenza a Zolder, l'olandese riparte con la sua quinta vittoria della Coppa del Mondo di Gavere. Nyus tiene botta per 6 giri, poi deve arrendersi al supercampione del mondo, che vince in questo modo il suo 16° giro di fila

Di GIANLUCA SCANU

A Gavere si presentano tutti con una speranza: che qualcuno riesca finalmente a far sudare Mathieu van der Poel. E per sei giri, incredibilmente, sembra quasi possibile. Thibau Nys parte forte, attacca in salita, prova a mettere pressione al Campione del Mondo, e per un attimo il pubblico pensa di assistere a un miracolo sportivo. Ma il “Divino” non è tipo da farsi impressionare. Van der Poel, reduce da una pausa e assente a Zolder, rientra come se non fosse mai sceso dalla bici. Il ritmo è quello di sempre: feroce, costante, inevitabile. E mentre Nys prova a inventarsi qualcosa, il neerlandese resta lì, incollato, come un’ombra che non si scrolli di dosso. Gavere diventa così il teatro dell’ennesima sfida impari. Eppure, per un po’, l’illusione regge. Sei giri, per la precisione. Poi la realtà torna a bussare.

Il momento decisivo. La gara si decide al sesto giro, quando Nys commette un errore tecnico che apre la porta all’allungo decisivo di van der Poel. È il momento in cui la corsa smette di essere un duello e torna a essere un soliloquio. È il momento in cui la corsa smette di essere un duello e torna a essere un soliloquio. Il neerlandese, che già aveva rimontato dal 12° posto nelle prime tornate grazie a un ritmo disumano, non si fa pregare: accelera, si alza sui pedali e sparisce. Nys prova a reagire, ma è come inseguire un treno lanciato a tutta velocità. La differenza di passo è evidente, quasi crudele. Van der Poel vola verso la quinta vittoria consecutiva in Coppa del Mondo, la sedicesima di fila da gennaio 2024 a oggi. E mentre il pubblico applaude, la sensazione è sempre la stessa: quando decide di fare sul serio, non ce n’è per nessuno. Nemmeno per un Nys in versione deluxe.

Ordine d'arrivo

Crossista

Tempo

1. Mathieu van der Poel

2. Thibau Nys

3. Tibor del Grosso

4. Toon Aerts

5. Emiel Verstrynge

6. Michael Vanthourenhout

7. Joran Wyseure

8. Mees Hendrikx

9. Lars van der Haar

10. Cameron Mason

1h03'15''

+21''

+23''

+23''

+23''

+32''

+54''

+1'10''

+1'21''

+1'26''


Lieto fine per Mathieu. L’ultimo giro regala anche un brivido: van der Poel rischia di cadere per un mezzo colpo di pedale a vuoto, ma resta miracolosamente in equilibrio. . Un attimo di suspense, giusto per ricordare che è umano. O quasi. Perché poi riparte, controlla, gestisce e taglia il traguardo con la solita naturalezza. Nys arriva staccato, ma con l’onore di essere stato l’unico a provarci davvero. Gli altri? Comparse in un film che ha un protagonista fisso. Gavere conferma ciò che ormai è evidente: la Coppa del Mondo è diventata il regno personale di van der Poel. Cinque gare, cinque vittorie. E ogni volta una storia diversa, ma con lo stesso finale. Il “Divino” continua a riscrivere il ciclocross, mentre gli avversari cercano ancora il modo di fermarlo. Spoiler: non l’hanno trovato nemmeno stavolta.

La classifica generale

1. Laurens Sweeck 161 punti

2. Mathieu van der Poel 160

3. Michael Vanthourenhout 148

4. Thibau Nys 143

5. Niels Vandeputte 133

6. Emiel Verstrynge 118

7. Toon Aerts 104

8. Joris Nieuwenhuis 103

9. Lars van der Haar

10. Toon Vandebosch 102

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