(In aggiornamento)
Di GIANLUCA SCANU
Se ci fosse un aggettivo che possa riassumere in una parola la stagione che sta vivendo la Dinamo, quello è "paradossale". Una Dinamo che “fa la forte con le forti e la debole con le deboli”, alternando imprese inattese a cadute fragorose come quella di Reggio Emilia. L’emergenza, nella classica che 11 anni fa significò scudetto, non aiuta: fuori Beliauskas e Zanelli, con Buie e Johnson limitati fisicamente, il Banco arriva alla sfida con rotazioni ridotte all’osso. Reggio, invece, è più profonda, più energica, più continua. La differenza di intensità si vede da subito e non smetterà più di crescere. Sirbo, dal canto suo, prova a restare in partita con orgoglio e giocando a memoria, ma senza continuità né equilibrio, con statistiche al tiro disastrose che sanno di film già visto e che siamo costretti a rivedere. Un 90-68 che rende la Finale Eight un miraggio. Ancora.
McGlynn salva Dinamo. L’avvio illude per qualche possesso: una Dinamo vittima dei malanni fisici di alcuni suoi giocatori trova in McGlynn i primi sei punti, provando a dare un minimo di inerzia ai suoi. Reggio risponde immediatamente con Brown e Williams, che aprono un break pesante e indirizzano il primo quarto. Il 25-15 della prima sirena racconta già una partita complicata, con Sassari che fatica a costruire tiri puliti e soprattutto a convertirli. Il dato dall’arco è impietoso: 0/10 nei primi 20 minuti, simbolo di una squadra che non trova ritmo né soluzioni. Nel secondo quarto la situazione peggiora: la Unahotels alza l’intensità, trova punti da più uomini e scappa fino al +18. Buie, acciaccato, non riesce a incidere e chiude il primo tempo con 0/4 da tre. Brown dirige, Williams domina vicino al ferro, e Reggio gioca con una fluidità che Sassari non riesce a contenere. Il 46-31 dell’intervallo è un verdetto già pesante.
Statistiche disastrose. Il terzo periodo non cambia il copione: Sassari prova a scuotersi con qualche iniziativa di Thomas, ma la serata resta stregata. Reggio Emilia controlla, gestisce e allunga senza mai dare la sensazione di poter perdere il filo. La Dinamo continua a litigare col canestro, mentre la Unahotels trova punti da Thor, Echenique e Caupain, mantenendo sempre un margine di sicurezza. L’unica tripla della serata biancoblù arriva nel quarto periodo con Mezzanotte, troppo tardi per dare un senso diverso al finale. Il Banco chiude con 1/18 da tre, un dato che da solo basterebbe a spiegare la sconfitta. L’ultimo quarto è pura amministrazione per Reggio, che tocca anche il +25 prima del 90-68 conclusivo. McGlynn (14) e Thomas (13) sono gli unici a salvarsi in una prestazione collettiva opaca.
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