(in aggiornamento)
Di GIANLUCA SCANU
Se volessimo fare un paragone col freddo norvegese, possiamo dire che nella terra dalla terra di Haaland il Manchester City esce gelato anzichenò. La formazione di Guardiola, a dispetto di qualsiasi pronostico e qualsiasi previsione, crolla 3-1 sul campo del Bodø/Glimt finora senza vittorie nella competizione, e che a suo modo vive una serata storica vincendo un match indirizzato già nel primo tempo. Hogh firma una doppietta fulminea, sfruttando due assist consecutivi di Blomberg che sorprendono la difesa inglese. Il City appare frastornato e fatica a reagire con ordine. Guardiola osserva dalla panchina una squadra lenta, imprecisa e incapace di contenere l’entusiasmo avversario. Il pubblico norvegese spinge i padroni di casa, che sentono l’impresa a portata di mano.
Nella ripresa il Bodø/Glimt prova subito a chiudere i conti con Evjen, che trova il gol del possibile 3-0, poi cancellato dal fuorigioco. L’inerzia però non cambia, perché pochi minuti dopo Hauge, ex Milan, firma comunque il tris che fa esplodere lo stadio. Il City sembra fuori partita, ma al 60’ Cherki riapre la sfida con un guizzo che ridà speranza agli inglesi. Restano oltre trenta minuti per tentare una rimonta che, sulla carta, appare possibile. Tuttavia l’entusiasmo dura poco: Rodri, nervoso, rimedia due ammonizioni in rapida successione e lascia i suoi in inferiorità numerica. L’espulsione spezza definitivamente il ritmo della squadra di Guardiola.
Con un uomo in meno e il morale a terra, il City non riesce più a costruire occasioni concrete. Il Bodø/Glimt gestisce il vantaggio con maturità, rallenta i tempi e difende con ordine, consapevole di essere a un passo da una vittoria memorabile. Gli inglesi provano qualche iniziativa isolata, ma senza la lucidità necessaria per riaprire davvero il match. Il triplice fischio sancisce il secondo ko europeo del City, che resta fermo a 13 punti e vede incrinarsi la propria aura di invincibilità. Per i norvegesi, invece, è una notte da ricordare, che li porta a quota 6 e alimenta l’orgoglio di un club capace di superare ogni pronostico. Una serata che entra di diritto nella storia recente della competizione.
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