MILANO-CORTINA 2026 GIGANTE SLALOM
A Bormio, sotto una nevicata fitta che rende la pista ancora più selettiva, Lucas Pinheiro Braathen riscrive la storia dello sci alpino, almeno per il suo Paese. Il brasiliano di origini norvegesi conquista il gigante olimpico di Milano-Cortina 2026 e porta al Brasile la prima medaglia invernale di sempre. Partito con il pettorale numero uno, impone subito il suo ritmo e costruisce un margine enorme già nella prima manche. Odermatt e Meillard provano a rispondere, ma restano lontani quasi un secondo e oltre. La seconda discesa conferma la sua superiorità tecnica e mentale. Sul traguardo esplode la festa verdeoro, mentre il pubblico assiste a un risultato che nessuno aveva mai immaginato. Per l’Italia la giornata è amara: Vinatzer cade dopo una buona prima manche, Franzoni chiude lontano, De Aliprandini e Kastlunger escono presto. Il gigante olimpico si trasforma così nel palcoscenico di un’impresa destinata a restare.
Gara ben gestita. Braathen vive la gara con una lucidità sorprendente, quasi in contrasto con l’emozione che lo travolge al traguardo. Racconta di aver sciato seguendo l’istinto, senza pensare al peso della storia né alla possibilità di diventare il primo campione olimpico brasiliano dello sci. La sua tecnica pulita, la capacità di rimanere composto anche nei tratti più insidiosi e la volontà di spingere sempre fanno la differenza. Nella prima manche costruisce il vantaggio, nella seconda lo difende con maturità. Il suo percorso personale, tra radici norvegesi e identità brasiliana, diventa parte integrante del racconto sportivo. Braathen parla di sé come di un atleta che vuole semplicemente esprimere ciò che è, convinto di poter arrivare al vertice mondiale. La telefonata in diretta di Alberto Tomba, che lo applaude e lo commuove, suggella la portata dell’impresa. Il nuovo campione olimpico quasi non riesce a crederci.
I NUMERI DELLA GARA
Alle spalle del brasiliano si piazzano i due svizzeri: Odermatt, staccato di quasi un secondo dopo una prima manche complicata, e Meillard, più regolare ma mai davvero in lotta per l’oro. Il dominio di Braathen lascia poco margine agli inseguitori, costretti ad accontentarsi delle posizioni d’onore. Il podio si chiude così con un doppio rosso‑crociato alle spalle dell’uomo che cambia la storia.
Giornata amara per l’Italia: Vinatzer esce nella seconda manche dopo un avvio promettente, mentre Franzoni chiude lontano dai migliori con il 24° tempo. De Aliprandini e Kastlunger non superano la prima manche, lasciando gli azzurri senza protagonisti nella lotta per le medaglie. Una gara da dimenticare in un gigante che premia solo chi osa davvero.
Emozioni post-gara. "Spero di poter ispirare alcuni ragazzi là fuori a credere che, nonostante ciò che indossano, nonostante la loro provenienza, possano seguire i propri sogni ed essere chi sono veramente. Perché questa è la vera fonte di felicità nella vita" - dichiara - "Oggi ho sciato seguendo completamente il mio intuito e il mio cuore, ed è questo che mi ha permesso di diventare campione olimpico. Non aveva nulla a che fare con la medaglia, non aveva nulla a che fare con la storia che avevo il potenziale di scrivere. Volevo solo sciare come la persona che sono. So che posso diventare il migliore al mondo". Braathen parla di sé come di un atleta che vuole semplicemente esprimere ciò che è, convinto di poter arrivare al vertice mondiale. Ad arricchire la giornata, quindi, è una telefonata in diretta di Alberto Tomba, che lo applaude e lo commuove davanti alle telecamere di Eurosport: "Stai piangendo come me, sei il migliore. Una medaglia d'oro per il Brasile, ci stai credendo?",Il nuovo campione olimpico quasi stenta: "No, non posso crederci".
IDENTIKIT
Nasce nel 2000 da madre brasiliana e padre norvegese, crescendo tra due culture che ne plasmano identità e visione sportiva. Si avvicina allo sci fin da bambino sulle montagne scandinave, mostrando un talento precoce e una naturale eleganza tecnica. Entra presto nei circuiti giovanili norvegesi, dove si distingue per creatività e aggressività nelle linee. La sua personalità estroversa e il legame con le radici brasiliane lo rendono un atleta unico nel panorama dello sci alpino. Dopo l’esordio in Coppa del Mondo, conquista risultati di rilievo che ne confermano il potenziale. Nel 2023 sorprende il circuito annunciando il ritiro, salvo poi tornare in pista con la federazione brasiliana. La scelta diventa un simbolo di libertà personale e sportiva. A Milano-Cortina 2026 firma l’impresa che cambia la storia del suo nuovo Paese. Oggi Braathen è considerato uno dei talenti più puri della sua generazione. E continua a vedere nello sci non solo una carriera, ma un modo per esprimere chi è davvero.
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