#DALLANOSTRATERRA SERIE D
Di PIERGIUSEPPE FIORI
La 23ª giornata del girone G offre finalmente un segnale di discontinuità rispetto al turno precedente: almeno una squadra sarda torna a vincere. Il bilancio complessivo resta però complesso, con un quadro che continua a mostrare fragilità strutturali, difficoltà offensive e una generale incapacità di dare continuità ai risultati. L’unica eccezione è il Monastir, capace di imporsi nel derby contro la COS Sarrabus e di proporre un calcio verticale, aggressivo e sorprendentemente maturo. Il resto del panorama oscilla tra rimpianti, pareggi che lasciano interrogativi e sconfitte che aggravano situazioni già delicate, come quella del Budoni.
Latte Dolce-Olbia
Il derby più atteso, quello tra Sassari Latte Dolce e Olbia, si chiude sull’1-1 ma racconta molto più del risultato. Le due squadre mettono in campo filosofie quasi opposte: i sassaresi cercano ampiezza, ritmo e continuità nella pressione alta, mentre l’Olbia prova a costruire con pazienza, affidandosi alla qualità dei suoi uomini offensivi. Il vantaggio lampo del Latte Dolce nasce da una delle sue armi preferite: il gioco sugli esterni. Loru attacca la fascia con decisione, il suo cross crea scompiglio e la deviazione di Anelli porta all’autogol dell’1-0. Da lì i biancocelesti avrebbero anche l’occasione per chiudere la partita, ma pagano imprecisione e un Viscovo in giornata di grazia. L’Olbia, dopo un gol annullato, cresce nel palleggio e trova il pari con una combinazione rapida Ragatzu–Mameli che libera Biancu: un’azione che fotografa bene l’identità gallurese, fatta di tecnica e ricerca della superiorità tra le linee. Il pareggio finale è giusto, ma lascia entrambe con la sensazione di aver lasciato qualcosa per strada.
Cos Sarrabus-Monastir
Il Monastir, invece, vive una giornata da protagonista. La squadra di Angheleddu interpreta il derby contro la COS Sarrabus con lucidità tattica e grande intensità. Il piano gara è chiaro: linee strette, recupero palla immediato e verticalizzazioni rapide. Il 2-0 in meno di mezz’ora è la naturale conseguenza di questa impostazione: prima la punizione di Corcione da 30 metri, poi il siluro di Masia da fuori area, entrambi frutto di una squadra che sa sfruttare bene le situazioni di tiro dalla distanza. Il terzo gol, firmato da Leone in contropiede, certifica la superiorità del Monastir nella gestione degli spazi. La COS Sarrabus, nervosa e poco fluida nella costruzione, paga anche l’espulsione di Loi. Il rigore di Demontis e la successiva superiorità numerica non bastano per riaprire una partita che il Monastir controlla con maturità fino al 3-1 finale.
Budoni-Anzio
Chi continua a soffrire è il Budoni, sconfitto in casa dall’Anzio in uno scontro diretto che pesa come un macigno. La squadra gallurese fatica a trovare soluzioni offensive credibili: il possesso è spesso sterile, la manovra lenta e prevedibile, e la produzione di occasioni da gol troppo limitata per una gara che richiedeva coraggio. L’Anzio, più cinico e ordinato, colpisce con Carnevale in un’azione individuale che mette a nudo le difficoltà difensive dei padroni di casa. L’ottava partita senza vittorie e il quarto k.o. consecutivo raccontano un trend preoccupante, soprattutto perché la squadra sembra aver perso fiducia e brillantezza nelle due fasi.
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