Dinamo, vittoria inutile (ma non troppo) in Europe Cup: espugnata Zaragoza, ma guai fisici per Thomas

 

(in aggiornamento)

Di GIANLUCA SCANU

La Dinamo Sassari chiude il secondo round di Fiba Europe Cup con un successo dal sapore agrodolce, imponendosi a Saragozza per 68-69 al termine di una gara che si complica proprio nel finale. La squadra di Veljko Mrsic controlla il ritmo per larghi tratti, costruisce vantaggi solidi e sembra indirizzare la serata, salvo poi smarrire lucidità negli ultimi minuti. Gli spagnoli ne approfittano, rientrano possesso dopo possesso e trovano addirittura il sorpasso a meno di due minuti dalla sirena. È in quel momento che Sassari ritrova orgoglio e fisicità, aggrappandosi alla durezza di McGlynn e alla presenza sotto canestro di Vincini per ribaltare nuovamente l’inerzia. Il finale è un brivido continuo, con il Banco che difende l’ultimo possesso e si porta a casa una vittoria preziosa. Ma la serata lascia anche un’ombra pesante: l’infortunio alla caviglia di Thomas, costretto a fermarsi prima dell’intervallo. Le sue condizioni diventano il tema dominante del post-partita. In casa Dinamo cresce la preoccupazione in vista del delicato impegno di campionato contro Tortona.

L’avvio di gara è frenetico e ricco di errori da entrambe le parti, ma Sassari mostra subito maggiore ordine. Mrsic sceglie Zanelli in regia, risparmiando Buie in vista del campionato, e la mossa paga: il Banco trova equilibrio e costruisce il primo break grazie all’asse Vincini‑Thomas, dominante su entrambi i lati del campo. L’ingresso di Johnson aggiunge energia e soluzioni perimetrali, permettendo ai sardi di toccare la doppia cifra di vantaggio già nel primo quarto. Saragozza fatica a trovare ritmo, mentre Mezzanotte si impone nel pitturato e Johnson colpisce dall’arco per il +11 che chiude il primo parziale. Nel secondo quarto i padroni di casa provano a reagire con maggiore precisione dalla distanza, ma Sassari mantiene controllo e intensità. Thomas si prende la scena con continuità offensiva e guida l’allungo fino al +15. Poi il colpo di scena: il capitano si accascia per una storta alla caviglia e lascia il parquet. La Dinamo, scossa, rientra negli spogliatoi comunque sul +14, ma con un interrogativo pesante sul proprio leader.

Alla ripresa Saragozza aumenta la pressione e riduce subito il margine, sfruttando le iniziative di Yusta e Richardson. Sassari, priva di Thomas, si affida alla coralità: Mezzanotte, Zanelli e Johnson tengono in piedi l’attacco e respingono il primo tentativo di rimonta riportando il vantaggio sul +14. Ma gli spagnoli non mollano e, possesso dopo possesso, rosicchiano terreno trascinati da Richardson e Lukic. Il Banco perde fluidità, sbaglia scelte semplici e si ritrova improvvisamente in difficoltà. L’ultimo quarto diventa una battaglia nervosa: Sassari entra presto in bonus e Saragozza sfrutta ogni viaggio in lunetta per avvicinarsi fino al -4. Mrsic chiama time-out, ma la squadra continua a soffrire e subisce il sorpasso a meno di due minuti dalla fine. Quando tutto sembra compromesso, la Dinamo reagisce con orgoglio: McGlynn trova due punti pesantissimi nel traffico e Vincini cattura il rimbalzo decisivo sulla sirena. È il colpo che vale la vittoria e il primo successo nel secondo round europeo.

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