Il Genoa ritrova la vittoria, il Torino si ferma: 3-0 a Marassi che affossa i granata

(in aggiornamento)

Di GIANLUCA SCANU

Il Genoa torna a respirare dopo quasi un mese senza vittorie e lo fa con un successo netto che pesa sulla classifica e sul morale. Il Torino parte meglio, costruisce, palleggia, l’impressione di poter controllare la serata, ma viene trafitto due volte prima dell’intervallo e non riesce più a rimettersi in carreggiata. I gol di Norton-Cuffy ed Ekuban indirizzano la gara, mentre l’espulsione diretta di Ilkhan complica ulteriormente la missione granata. Nella ripresa la squadra di Baroni produce gioco, spinta e occasioni, trascinata da un Vlasic in versione leader tecnico, ma spreca troppo nei momenti decisivi. A chiudere i conti è il 3-0 di Messias, favorito da un errore di Pedersen appena entrato. Restano le proteste del Toro per un rigore non concesso sul 2-0 per un tocco di mano di Ekuban, episodio valutato al Var ma non corretto. Il Genoa, più cinico e concreto, sfrutta gli episodi e porta a casa tre punti vitali. Il Torino, invece, torna a casa con rimpianti e la sensazione di aver raccolto molto meno di quanto prodotto.

Baroni ridisegna la difesa con il debutto di Ebosse e affida il centrocampo a Gineitis, Ilkhan e Vlasic, mentre Lazaro e Obrador agiscono larghi (1’). De Rossi risponde invertendo gli esterni: Norton-Cuffy a sinistra, Ellertsson a destra, e soprattutto lancia Baldanzi dal primo minuto, intuizione che si rivela decisiva (5’). Il Torino parte forte, controlla il possesso e limita le iniziative del giovane trequartista rossoblù, mentre sugli esterni spinge con continuità (10’). Vlasic illumina la manovra con giocate di qualità, compreso un tacco splendido per Coco che non trova fortuna (14’). Il Genoa fatica a costruire, ma al primo episodio favorevole colpisce: Ekuban calcia, Paleari respinge corto e Norton-Cuffy anticipa Lazaro per l’1-0 (22’). I granata reagiscono e sfiorano il pari con Obrador, fermato da un grande intervento di Bijlow (30’). Ma il Grifone raddoppia: Baldanzi salta Maripan con un tunnel, calcia, Paleari respinge ancora corto ed Ekuban firma il 2-0 (41’). Poco dopo arriva il rosso diretto a Ilkhan per un intervento duro su Colombo (44’). Il primo tempo si chiude con le proteste del Toro per un possibile rigore per mano di Ekuban, episodio confermato “non punibile” dal Var (46’).

Nella ripresa Baroni cambia assetto e passa al 4-3-2, inserendo Ismajli e Prati per dare più equilibrio e freschezza (55’). Nonostante l’inferiorità numerica, il Torino cresce e trova in Vlasic il suo faro: il croato inventa un pallone d’oro per Maripan, che sfiora il 2-1 da posizione ravvicinata (62’). De Rossi prova a gestire il ritmo, ma il Toro continua a spingere e va vicino al gol con Zapata, servito ancora da Vlasic: l’attaccante supera Bijlow, ma Ostigard salva sulla linea (70’). È il momento migliore degli ospiti, che però non riescono a concretizzare. Con il passare dei minuti la spinta granata cala e il Genoa ritrova campo e fiducia (78’). L’episodio che chiude la partita arriva poco dopo: Pedersen, appena entrato, sbaglia un controllo sanguinoso e apre la strada a Messias, che firma il 3-0 (82’). Gli ultimi minuti scorrono senza scossoni, con il Genoa che gestisce e il Torino che non ha più energie per reagire (90’). Il triplice fischio certifica una vittoria larga ma severa nei numeri. Il Grifone riparte, il Toro torna a casa con più domande che risposte.

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