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di PIERGIUSEPPE FIORI
Il Mondiale di Formula 1 vive un nuovo protagonista e ha il volto giovanissimo di Kimi Antonelli, che a Suzuka firma la seconda vittoria consecutiva e si prende la vetta del campionato. Il successo giapponese arriva dopo il trionfo in Cina e ribalta la classifica, con George Russell che scivola al quarto posto di giornata e perde il comando. Davanti all’inglese si piazzano Oscar Piastri e Charles Leclerc, mentre l’Italia scopre un talento capace di riscrivere i record di precocità della categoria. A soli 19 anni, Antonelli diventa il più giovane leader iridato della storia, un primato che alimenta entusiasmo e aspettative. La sua esultanza alla tribuna centrale, in stile Usain Bolt, racconta la leggerezza con cui vive un momento straordinario. Il paddock osserva, il pubblico sogna e la Mercedes si ritrova un diamante che brilla sempre di più. La stagione cambia volto e il Mondiale si accende.
La gara di Antonelli, però, non è una cavalcata semplice: al via il giovane italiano sbaglia lo spunto, pattina con le posteriori e si ritrova circondato da cinque rivali pronti a sbranarlo. Con la Mercedes carica di benzina fatica a trovare ritmo, resta intrappolato dietro le Ferrari e perde contatto da Piastri e Russell. La corsa sembra complicarsi, finché il destino non gli apre una porta inattesa. Al momento dei pit stop, Piastri e Russell rientrano prima di lui e subito dopo Oliver Bearman finisce contro le barriere, provocando la Safety Car. È il momento chiave: Antonelli si ferma, cambia gomme e si ritrova davanti a tutti. Da lì in poi costruisce la vittoria con freddezza, inanellando giri veloci e scappando via. Russell, invece, mostra limiti di passo e gestione, cedendo posizioni e leadership. Antonelli non sbaglia più nulla e trasforma un’occasione in un capolavoro.
Alle sue spalle la McLaren festeggia un Piastri ritrovato, capace di tenere un ritmo solido e di precedere una Ferrari che esce da Suzuka con più dubbi che certezze. Leclerc salva il bilancio con un podio che vale morale, soprattutto dopo la delusione cinese, mentre Hamilton sfrutta la Safety Car e chiude davanti a Norris. Pierre Gasly porta l’Alpine al settimo posto, confermando un weekend positivo. Max Verstappen, in difficoltà con una Red Bull lontana dai livelli abituali, raccoglie un ottavo posto che sa di minimo indispensabile. A punti anche Lawson e Ocon, protagonisti silenziosi ma efficaci. Il campionato ora si ferma per un mese a causa della situazione geopolitica in Iran, che cancella Bahrain e Arabia Saudita. Si ripartirà a Miami, pista dove Antonelli un anno fa aveva mostrato i primi lampi del suo talento. La sensazione è che la sua storia sia appena cominciata.
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