(in aggiornamento)
Di GIANLUCA SCANU
Dalla Lazio alla Lazio. La salvezza della Fiorentina, per ironia del destino, passa in un certo senso per i biancocelesti. Contro Sarri, con cui era arrivato un punto per staccarsi dall'ultimo posto, la formazione viola conquista un successo sofferto ma prezioso, costruito più con cuore e disciplina che con brillantezza. Il gol di Gosens diventa la chiave di una serata che avvicina in modo concreto la salvezza, ora a distanza di sicurezza dalle zone calde. La squadra di Vanoli interpreta la gara con pragmatismo, sfruttando l’occasione giusta e poi difendendo con ordine. La Lazio, invece, parte forte ma si spegne presto, lasciando spazio a una prestazione leziosa e poco incisiva. Per i biancocelesti cambia poco in classifica, con la testa ormai rivolta alla Coppa Italia, ma la prova non è certo incoraggiante.
Le assenze pesano su entrambe le formazioni, costrette a soluzioni d’emergenza e a moduli rivisitati. La Fiorentina torna al 4‑1‑4‑1, mentre Sarri conferma il 4‑3‑3 con qualche sorpresa. L’avvio sembra promettere una gara vibrante, ma col passare dei minuti emerge l’equilibrio. E alla fine sono i viola a trovare la zampata che indirizza la sfida. La Lazio parte con grande intensità e dopo tre minuti sfiora il vantaggio con Zaccagni, che rientra subito da titolare e impegna De Gea in un intervento decisivo. Gli ospiti restano nella metà campo viola e costruiscono un’altra occasione con Cancellieri, ancora fermato dal portiere spagnolo. La Fiorentina soffre ma non crolla, e col passare dei minuti trova coraggio nelle ripartenze. Piccoli spreca una buona opportunità, poi Dodo prova a sorprendere Provedel senza successo. L’equilibrio si rompe al 28’, quando Harrison pennella un cross perfetto e Gosens svetta più in alto di Lazzari, indirizzando di testa una parabola lenta ma imparabile.
La Lazio accusa il colpo e fatica a ritrovare fluidità, mentre i viola si compattano e gestiscono il ritmo. Le occasioni si diradano e la gara scivola verso l’intervallo senza ulteriori scossoni. La sensazione è che la Fiorentina abbia trovato la chiave emotiva del match. Sarri prova a cambiare l’inerzia inserendo Dele‑Bashiru e Noslin, che portano un po’ di vivacità alla manovra ma non risolvono il problema principale: la difficoltà a rendersi pericolosi. La Fiorentina si abbassa, chiude ogni spazio e difende con ordine, lasciando ai biancocelesti solo tiri dalla distanza. Tavares e Noslin ci provano, ma senza precisione. Arrivano anche Pedro e Isaksen, ma la trama non cambia. L’episodio chiave arriva al 19’: contatto in area tra Mandragora e Noslin, Fabbri ammonisce l’attaccante per simulazione e, dopo il richiamo del Var, conferma la decisione. Sarri tenta il tutto per tutto inserendo Ratkov, che ha subito una grande occasione, ma De Gea risponde ancora presente. Vanoli rinfresca la difesa con Pongracic e Balbo, blindando il finale. La Lazio spinge ma non trova varchi, mentre la Fiorentina difende con lucidità fino al triplice fischio. Tre punti che valgono oro e una salvezza ormai a un passo.
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