Inter da cardiopalma: i nerazzurri sono i primi finalisti di Coppa Italia, ribaltato il Como in un match da urlo
L'ANALISI Di GIANLUCA SCANU
"Non ti arrendere mai. Di solito è l'ultima chiave del mazzo quella che apre la porta”. Frase di Paulo Coelho che sintetizza meglio di 1000 analisi giornalistiche la semifinale di Coppa Italia fra una pazza, anzi, pazzesca Inter, e un ottimo ma acerbo Como. La benamata ribalta un 2-0 che pare scolpito nella pietra e vola in finale con un 3-2 di cuore e orgoglio, in attesa della vincente tra Atalanta e Lazio. È un’altra rimonta costruita nella ripresa, come già accaduto in campionato, con la squadra di Chivu che cambia pelle e ritmo dopo l’intervallo. Protagonisti assoluti Calhanoglu, autore di una doppietta, e Sucic, che entra e stravolge la partita con un gol da applausi e l’assist per il 2-2. Il Como di Fabregas, brillante per un’ora, spreca troppo e paga la scelta di non chiudere la gara dopo i gol di Baturina e Da Cunha. Il pressing iniziale funziona, poi si spegne. L’Inter, invece, cresce, morde e ribalta. È una serata da brividi, da cinque gol e mille letture tattiche. E da un San Siro che esplode come nelle grandi notti.
Il Como parte con coraggio e un piano chiaro: pressare alto, togliere linee di passaggio ai centrali nerazzurri e costringere Martinez a giocare palloni scomodi. Fabregas costruisce a tre in fase offensiva, ma senza palla si dispone con un 5-2-3 che soffoca l’uscita dell’Inter. Paz, Douvikas e Baturina si alzano in linea e impediscono a Acerbi e compagni di prendere campo. La prima crepa arriva alla mezz’ora: Van der Brempt sfonda a destra, salta Dimarco e serve basso Baturina, che piazza il destro sul palo lontano. L’Inter accusa il colpo e non trova soluzioni pulite, mentre Barella e Akanji non leggono bene l’azione. Il raddoppio nasce ancora dal pressing: Paz ruba palla a Zielinski e lancia Da Cunha, che infila Martinez sul primo palo. I nerazzurri barcollano, rischiano anche il terzo e si salvano grazie all’incrocio colpito da Kempf. Il primo tempo si chiude con un Como feroce e un’Inter in apnea.
La ripresa cambia volto quando Chivu inserisce Dumfries e soprattutto Sucic, che porta ritmo, verticalità e idee. L’Inter alza il baricentro, attacca con più uomini e trova il 2-1 al 69’: Calhanoglu scarica un destro da fuori che riapre tutto. Il Como ha l’occasione per il 3-1 con Diao, favorito da un errore di Acerbi, ma Martinez lo mura. È il momento che gira la partita. All’86’ Sucic pennella un cross perfetto per la testa di Calhanoglu, che firma il pari. San Siro ribolle e spinge, e al 89’ arriva la perla del croato: controllo, rientro sul destro e tiro a giro che bacia l’angolo lontano. Il Como prova a reagire, ma Martinez è decisivo nel finale. L’Inter chiude con 22 tiri, un salvataggio di Perrone sulla linea e una rimonta costruita con carattere e qualità. Ora Chivu vede il doblete e un finale di stagione da leggenda. Dopo una serata così, davvero tutto è possibile.
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