(in aggiornamento)
Di GIANLUCA SCANU
Il destino della stagione della Lazio, la quale se non altro è condita dalla finale di Coppa Italia, si accende attorno a un nome solo: Edoardo Motta. Il portiere scuola Juventus, arrivato per fare il vice di Provedel, a suo modo vive una serata da protagonista assoluto, trasformando una semifinale complicata in una pagina di storia biancoceleste. Dal suo arrivo a gennaio tutto cambia: l’infortunio di Provedel lo catapulta titolare e oggi para quattro rigori su cinque, trascinando la Lazio in finale di Coppa Italia. L’Atalanta gioca meglio, costruisce di più, domina lunghi tratti, ma sbatte contro un portiere in stato di grazia. La squadra di Sarri soffre, resiste, poi si affida al suo numero uno per superare una serata che sembrava segnata. La qualificazione arriva ai rigori, dopo una gara piena di episodi e ribaltamenti emotivi. Motta diventa l’eroe inatteso, l’uomo che cambia il destino di una stagione complicata. Ora la Lazio vola verso la finalissima contro l’Inter, con la possibilità di salvare l’annata e tornare in Europa.
L’Atalanta parte forte e impone subito ritmo e pressione, costringendo la Lazio a difendersi bassa. Al 6’ Ederson trova spazio e impegna la retroguardia biancoceleste, mentre al 10’ Kolasinac sfiora il vantaggio con un’incursione centrale. La squadra di Sarri fatica a uscire, pressata da una Dea che attacca con tanti uomini e cerca continuamente la profondità. Al 23’ Zalewski prova il cross teso che devia su Mario Gila, rischiando l’autogol. Al 29’ arriva il primo brivido per Motta, che non trattiene un tiro di Krstovic e rischia grosso sul tap-in. La Lazio si vede solo nel finale: al 41’ Cancellieri tenta la conclusione dal limite, trovando la risposta di Carnesecchi. L’Atalanta chiude la frazione in controllo, con più idee e più intensità. I biancocelesti resistono, ma non riescono a costruire vere occasioni. Si va al riposo sullo 0-0, con la sensazione che la Dea abbia sprecato qualcosa.
La ripresa si apre con un altro intervento decisivo di Motta su Krstovic al 52’, mentre la Lazio prova a ripartire con Noslin, pericoloso al 58’. Il primo episodio chiave arriva al 61’: Motta non blocca un pallone, Krstovic lo tocca e Ederson segna, ma il Var annulla per fallo sul portiere dopo una lunga revisione. La gara si accende nel finale: all’85’ Romagnoli svetta e firma l’1-0, ma due minuti dopo, all’87’, Pasalic pareggia da pochi passi. Prima dei supplementari c’è un miracolo di Motta, che al 92’ devia sul palo una testata di Scamacca. Nei tempi extra l’Atalanta spinge ancora: al 95’ Raspadori segna ma il Var annulla, poi Pasalic sfiora il gol al 103’. La Lazio risponde con Romagnoli, vicino alla doppietta al 118’. Ai rigori succede l’incredibile: dopo il gol iniziale di Raspadori, la Dea sbaglia quattro volte, tutte parate da un Motta irreale. La Lazio vola in finale e Sarri ritrova una chance per salvare la stagione.
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