Shelton troppo potente, Cobolli si arrende solo alla fine di una settimana da gigante

ATP MONACO
Non riesce il colpo-bis al nostro tennista, reduce della vittoria contro Zverev: l'americano numero 6 nel ranking ATP passa 6-2 7-5

BEN SHELTON       2

FLAVIO COBOLLI 0

Primo set: 6-2

Secondo set: 7-5

Di GIANLUCA SCANU

La finale di Monaco si chiude con un verdetto netto: Ben Shelton impone la sua potenza e conquista il titolo battendo Flavio Cobolli 6-2 7-5. L’americano, più fresco e continuo, firma così il suo secondo trofeo stagionale e conferma la crescita che lo ha portato stabilmente tra i primi dieci del mondo. Dall’altra parte, Cobolli arriva scarico dopo una settimana vissuta a ritmi altissimi, segnata da emozioni forti e da un tennis di livello assoluto. Il romano prova a restare agganciato al match, ma paga la differenza di peso di palla e la lucidità dell’avversario nei momenti chiave. La partita prende presto la direzione di Shelton, che detta i tempi con il servizio e non concede spiragli. Flavio lotta, prova a cambiare ritmo, ma non trova continuità sufficiente per ribaltare l’inerzia. Il pubblico apprezza comunque la sua generosità. Alla fine, il trofeo vola negli Stati Uniti, mentre Cobolli esce dal campo tra gli applausi.

Va bene così, Flavio. Per Cobolli resta una settimana che vale molto più di una semplice finale persa. Il romano arriva all’ultimo atto senza aver ceduto un set e con la perla della vittoria su Zverev, il primo scalpo in carriera contro un top 5. Un risultato che assume un peso ancora maggiore considerando il carico emotivo vissuto dopo la scomparsa del giovane Mattia Maselli, compagno di circolo al Parioli. Il 2026 di Flavio, pur con qualche delusione nei grandi tornei, racconta una crescita costante: dal titolo di Acapulco alla conferma nei tornei 500, fino al best ranking raggiunto a marzo. I punti conquistati in Germania gli permettono di tornare al numero 13 del mondo, segnale di una maturazione ormai evidente. La sua stagione resta in piena ascesa e la capacità di competere con i migliori è sempre più concreta. La finale di Monaco diventa così un passaggio di crescita, non un rimpianto. Cobolli guarda avanti con fiducia e nuove certezze.

La partita. La finale parte in salita per Cobolli, che nel secondo gioco ha sei palle per il controbreak ma non riesce a sfruttarle. Shelton, scampato il pericolo, prende il largo grazie a una prima di servizio devastante che gli vale l’81% dei punti. Il primo set scivola via 6-2, con l’americano che controlla ritmo e geometrie. Nel secondo parziale Flavio reagisce: serve meglio, accorcia gli scambi e trova maggiore profondità. Sul 5-5 sembra poter cambiare la storia del match, salendo 0-30 in risposta e sfiorando il 15-40 con un dritto che esce di un soffio. È l’ultimo momento in cui l’inerzia sembra vacillare. Shelton tiene la battuta con autorità e nel game successivo approfitta di un doppio fallo dell’azzurro per piazzare il break decisivo. Il 7-5 finale certifica la superiorità dell’americano, ma anche la tenacia di un Cobolli che non smette mai di provarci.

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