INTERNAZIONALE 5
ROMA 2
L'ANALISI Di GIANLUCA SCANU
L'Inter riparte con un segnale che rimbomba in tutto il campionato: il ritorno di Lautaro Martinez coincide con una prova di forza che ricolloca i nerazzurri al centro della corsa scudetto. Il capitano, fuori da 46 giorni dopo l’infortunio in Norvegia, rientra e trascina la squadra con una doppietta che spegne ogni dubbio sulla sua centralità tecnica ed emotiva. Accanto a lui, Thuram firma un gol e due assist, mentre Calhanoglu illumina San Siro con un tiro da distanza siderale. Barella ritrova brillantezza e chiude il tabellino, confermando la rinascita dello zoccolo duro interista. La squadra di Chivu, rigenerata dalla sosta e dal lavoro mentale post-Bosnia, mostra una condizione ritrovata. La Roma, invece, crolla nella ripresa e vede complicarsi la corsa al quarto posto. Le assenze pesano, ma non bastano a spiegare una disfatta così netta. Con Milan e Napoli impegnate nello scontro diretto, l’Inter osserva dall’alto: +9 sui rossoneri, +10 sui campioni d’Italia. Un pareggio al Maradona avvicinerebbe ulteriormente il tricolore alla Milano nerazzurra.
Chivu conferma il blocco titolare, con Thuram e Lautaro davanti e Dimarco di nuovo padrone della fascia sinistra; la Roma risponde con Malen riferimento centrale e un sistema che punta molto sulle corsie. L’Inter parte a razzo e al 4’ sblocca: Akanji verticalizza per Thuram, Ndicka lo contiene male, il cross trova Lautaro che anticipa Celik e fulmina Svilar. Nei primi 15 minuti i nerazzurri costruiscono altre tre occasioni: Calhanoglu costringe Svilar alla respinta, Dimarco sfiora il palo dopo una riaggressione, Lautaro impegna ancora il portiere sul primo palo. Poi l’Inter rallenta e la Roma cresce: le discese di Celik e Rensch mettono in difficoltà la linea difensiva, mentre Malen taglia alle spalle di Acerbi e Bastoni.
Al 24’ Sommer salva su un colpo di testa ravvicinato dell’olandese, liberato da una punizione di Soulé. Il portiere si ripete poco dopo anticipando lo stesso Soulé in area. La pressione giallorossa sfocia nell’1-1 al 37’: Rensch crossa dalla sinistra, Mancini irrompe e colpisce indisturbato. Quando l’intervallo sembra vicino, Calhanoglu inventa: al 45’ scocca un destro da 40 metri che sorprende Svilar e riporta avanti l’Inter. La ripresa si apre con la Roma che prova a restare in partita, ma l’Inter alza progressivamente il ritmo e sfrutta ogni spazio concesso. Al 52’ Thuram firma il 3-1 su corner di Calhanoglu, anticipando tutti sul primo palo.
Chivu inserisce Darmian al 58’ per dare maggiore equilibrio sulle fasce, mentre Gasperini risponde con cambi offensivi al 60’, tentando di riaprire il match. L’Inter però dilaga: al 67’ Lautaro chiude una combinazione rapida con Thuram e sigla il 4-1. La Roma accusa il colpo e crolla mentalmente, lasciando campo aperto alle ripartenze nerazzurre. Al 74’ Barella, servito da Dimarco, trova il 5-1 con un inserimento dei suoi. Nel finale entrano anche forze fresche: Chivu concede minuti a Frattesi e Arnautovic all’80’, mantenendo intensità e controllo. La Roma tenta qualche sortita, ma Sommer non corre più rischi. L’Inter chiude tra gli applausi, mostrando una superiorità tecnica, fisica e mentale che pesa come un manifesto nella corsa scudetto.
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