Corsa Champions stravolta: cinque big in contemporanea e Derby di Roma all’ora di pranzo


(in aggiornamento)

Di GIANLUCA SCANU

La Serie A prepara una domenica ad altissima tensione, con il Derby della Capitale che diventa il fulcro di una giornata interamente dedicata alla corsa Champions. La Lega ufficializza che Roma‑Lazio si giocherà alle 12.30, fascia scelta anche per altre sfide decisive come Genoa‑Milan, Juventus‑Fiorentina e Como‑Parma, mentre Pisa‑Napoli resta in bilico tra l’anticipo di mezzogiorno e la collocazione delle 18. La decisione arriva dopo giorni di valutazioni logistiche e di ordine pubblico, in un calendario che si intreccia con gli Internazionali di tennis e con un afflusso previsto di centinaia di migliaia di persone nella Capitale. La scelta dell’orario unico punta a garantire equilibrio sportivo e sicurezza, evitando sovrapposizioni critiche. La giornata di campionato, così ridisegnata, assume i contorni di un vero e proprio snodo stagionale.

Il Derby della Capitale torna dunque all’ora di pranzo, una soluzione che la Lega considera inevitabile dopo gli episodi che avevano accompagnato l’ultima sfida serale. Luigi De Siervo lo ribadisce con chiarezza: “Derby di Roma? Si giocherà alle 12.30. Perché ogni altra ipotesi non risulta percorribile, la sera purtroppo nella città di Roma non è possibile giocare un derby visto come alcuni tifosi l’hanno messa a ferro e fuoco dopo che eravamo riusciti a convincere le forze dell'ordine ad autorizzare la partita alle 20.30 ma poi ci sono stati gli scontri che sapete. Prima ci auspichiamo tutti di vedere una finale con Sinner nel tardo pomeriggio”. La scelta dell’orario anticipato diventa così una misura preventiva, pensata per evitare rischi e alleggerire la pressione su una città già impegnata in un evento sportivo di portata internazionale.

La Lega difende anche la necessità della contemporaneità tra le squadre in lotta per gli stessi obiettivi, ritenuta fondamentale per tutelare la correttezza del torneo. De Siervo lo spiega senza lasciare margini: “La contemporaneità di partite di squadre con stessi obiettivi serve a proteggere la regolarità del campionato”. Scartata anche l’ipotesi di spostare tutto al lunedì, giudicata impraticabile: “L’ipotesi fantasiosa di giocare il lunedì non è percorribile, perché come abbiamo detto si coinvolgerebbero almeno cinque realtà diverse e almeno 300mila persone in un giorno feriale. Inoltre non piacerebbe a nessuno posticipare la finale del tennis”. La conclusione è netta: “Sono convinto che la soluzione delle 12.30, che peraltro riguarderà altre 4 realtà, sia quella che in qualche modo contempera gli interessi di tutti”

Il programma

Domenica 12.30Roma‑Lazio
Domenica 12.30Genoa‑Milan
Domenica 12.30Juventus‑Fiorentina
Domenica 12.30Como‑Parma
Domenica 12.30Pisa‑Napoli

Commenti