Dinamo, la resa dei conti e la rinascita: Sardara rompe il silenzio, si assume tutto e rilancia la corsa per tornare subito in alto
Di GIANLUCA SCANU
Non è passata nemmeno una settimana dalla conclusione del campionato di LBA 2025-2026, che per la Dinamo Sassari è il momento di fare mea culpa sulla retrocessione in A2. Il presidente Stefano Sardara riporta Sirbo al centro della scena con una conferenza che segna la fine del silenzio e l’inizio della ricostruzione. Il numero uno biancoblù si presenta con un tono deciso, quasi liberatorio, per ribadire che il club è solido e che la caduta non incrina la sua volontà di rilanciare il progetto. Dopo sedici anni consecutivi in Serie A, il verdetto pesa, ma Sardara sceglie di affrontarlo con franchezza, spiegando che la società non vive alcuna emergenza strutturale. Il suo intervento diventa così un messaggio alla piazza, chiamata a ritrovare fiducia dopo settimane di smarrimento.
Cruda verità. Sardara entra nel merito della stagione senza filtri, assumendosi responsabilità e indicando le scelte che hanno portato al crollo tecnico. Ammette di essersi fidato delle persone sbagliate nella costruzione del roster, citando indirettamente il diesse Mauro Sartori e l’ex coach Massimo Bulleri, esonerato in corsa. Il presidente definisce la squadra come un gruppo privo di carattere, incapace di reagire nei momenti decisivi. E ribadisce un concetto chiave: “La retrocessione è arrivata a maggio 2025, non nel 2026, ovvero quando la squadra è stata costruita”. Poi aggiunge: “Noi le abbiamo provate tutte: multe, bastone e carota, scuse e contro scuse. In una squadra si può correggere tutto, meno l’assenza di palle”. Le sue parole restituiscono la frustrazione accumulata in mesi difficili, ma anche la volontà di non nascondersi. È un atto di trasparenza che riaccende lo spirito battagliero del presidente, quello che la piazza chiedeva da tempo. Un segnale forte, che smentisce chi ipotizzava un suo disimpegno.
Retroscena
DUELLO SARDARA-MARRAS
La conferenza è stata segnata anche da un momento di tensione, fra lo stesso presidente biancoblù e il giornalista de L'Unione Sarda Gianpiero Marras. Le scintille sono scoccate nel momento in cui il cronista del quotidiano di Zuncheddu ha puntualizzato che in stagione è mancato il braccio destro di Pasquini
Sguardo al futuro. Dalla conferenza emerge una linea chiara: la Dinamo riparte dalla A2 con l’obiettivo di restarci il meno possibile, forte di una struttura economica sana e di un progetto che non si interrompe. Sardara parla di una squadra senza debiti, ma alla ricerca di nuove spalle solide per tornare competitiva ai massimi livelli. L’estate segnerà una rivoluzione profonda: il presidente anticipa che “verrà riconfermata solo qualche figura dello staff tecnico”, aprendo a un rinnovamento totale del gruppo. Sullo sfondo c’è anche il restyling del PalaSerradimigni, con l’assessore Salvatore Sanna che fissa al 2027 la conclusione dei lavori per consegnare una casa moderna al club. La retrocessione, nelle parole del presidente, non è una tragedia ma un’occasione per ricostruire entusiasmo e identità. Sassari entra così in una fase di transizione, consapevole del colpo ricevuto ma pronta a rialzarsi. Una ripartenza che passa da passione, strategia e realismo. Un nuovo ciclo che oggi muove i primi passi.
Ha detto...
SALVATORE SANNA - Assessore ai Lavori Pubblici Comune di Sassari
“Voglio mostrare vicinanza al club, per noi come città è un valore e non solo sportivo. Questa è l’opera più articolata e complessa che la città ha in essere. Fatto con due finanziamenti da 9 milioni di euro, con 6 milioni di euro di lavori con la metà dei costi per la copertura nuova in acciaio. Abbiamo scelto di non interrompere le partite e gli allenamenti e questa è una complicanza per completare l’opera. Il Palazzetto sarà molto bello e moderno ma non sarà semplice. La ditta che ha preso in mano il cantiere ha rilevato alcune difficoltà aggiuntive, poi il maltempo di questi mesi non ha aiutato. Ci sono state questioni internazionali che hanno aumentato i costi, ma è tutto sotto controllo. Ogni 10 giorni facciamo un check e il programma è in corso regolarmente. Abbiamo deciso di scoperchiare il Palazzetto solo il prossimo anno. Non vogliamo intaccare la prossima stagione sportiva che vorremmo fosse bellissima. Il ferro che servirà è già nel cantiere, con campate di 70 metri ciascuna che verranno assemblate in loco. Poi verrà fatto il nuovo parquet con riscaldamento a pavimento che verrà fatta a fine stagione 2027. In modo irresponsabile potevamo iniziare tra un mese ma non vogliamo costringere la Dinamo a giocare altrove. Tempi? Completare tutto per la stagione 2027-28”
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