Martin spezza il dominio di Bezzecchi e firma la tripletta Aprilia che incendia il Mondiale

Di PIERGIUSEPPE FIORI

Ll Gran Premio di Francia si chiude con una storica tripletta Aprilia, che domina la scena di Le Mans e riscrive le gerarchie della stagione. Jorge Martin, già vincitore della Sprint, completa un fine settimana perfetto conquistando la sua prima vittoria in gara lunga con la RS‑GP e riportando la casa di Noale sul gradino più alto del podio nella premier class su questo tracciato. Il sorpasso decisivo arriva a tre giri dalla fine, quando il madrileno spezza la leadership di Marco Bezzecchi, scattato in testa allo spegnimento dei semafori. A completare il trionfo tutto veneto ci pensa Ai Ogura, che con la Trackhouse firma il terzo posto e consolida la superiorità tecnica del progetto RS‑GP. In classifica generale la lotta interna si accende: Martin risale fino a un solo punto dal compagno Bezzecchi, 128 a 127. Dietro di loro, il gruppo degli inseguitori prova a tenere il passo, ma la doppietta del weekend sposta gli equilibri del Mondiale.

Derby all'Aprilia. La sfida tra Martin e Bezzecchi si accende sin dal via, con l’italiano che impone il ritmo e prova a scappare. Il campione 2024 resta però incollato, studia ogni dettaglio e prepara l’attacco con la lucidità dei giorni migliori. A tre giri dalla bandiera a scacchi, Martin affonda il sorpasso alla curva cinque, sfruttando una traiettoria più pulita e un passo gara superiore nella seconda metà del GP. Bezzecchi tenta di reagire, ma non trova lo spazio per replicare e deve accontentarsi di un secondo posto comunque prezioso per la classifica. La gestione del madrileno è impeccabile: non sbaglia nulla, non forza oltre il necessario e chiude un weekend che lo rilancia come candidato fortissimo al titolo. La dinamica del duello conferma la crescita di Aprilia, capace di offrire ai suoi due alfieri una moto competitiva in ogni fase della gara. La sensazione è che la battaglia interna sia appena iniziata.

Retroscena curioso

SCAMBIO DI GIANNANTONIO-ACOSTA

Nel paddock cresce una voce che inizia a prendere forma: uno scambio di selle tra Pedro Acosta e Fabio Di Giannantonio per il 2026. In KTM si ragiona sul futuro e il talento spagnolo, oggi punta del progetto, potrebbe essere dirottato nel team factory per accelerarne la crescita tecnica e mediatica. Parallelamente, Diggia diventa un profilo sempre più appetibile: costante, maturo, capace di portare punti e sviluppo, qualità che a Mattighofen non passano inosservate. La dirigenza valuta l’idea di inserirlo nel box ufficiale per affiancare un Acosta ormai pronto al ruolo di riferimento assoluto. Le trattative non sono ancora formalizzate, ma i contatti esistono e gli agenti si muovono con discrezione. L’operazione avrebbe una logica sportiva precisa: dare continuità al progetto KTM e, allo stesso tempo, blindare due piloti in piena ascesa.

Il resto della classifica. Alle spalle del podio chiude Fabio Di Giannantonio, primo ducatista al traguardo dopo aver avuto la meglio su Pedro Acosta nelle battute finali. Il rookie KTM completa comunque la top five, confermando una costanza da veterano. Sesto l’idolo di casa Fabio Quartararo, che porta la Yamaha davanti a Enea Bastianini e a Raul Fernandez, quest’ultimo utile per completare la presenza di tutte e quattro le Aprilia nella top ten. Nona piazza per Fermin Aldeguer, decimo Luca Marini con la migliore delle Honda. Giornata nera per Francesco Bagnaia, scivolato alla esse dopo i box mentre era secondo, unica Ducati factory in pista dopo il forfait di Marc Marquez. Fuori anche Alex Marquez, Joan Mir e Brad Binder. In classifica generale Diggia sale a 84 punti, primo inseguitore della coppia Aprilia, con Acosta a 83 e Ogura che balza quinto a quota 67

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