Monza in A tra sofferenza e maturità: il Catanzaro sfiora la favola, ma la stagione premia chi ha saputo restare in vetta

SERIE BKT PLAYOFF

Analisi di una partita playoff che ha sancito il ritorno dei brianzoli in A: i meriti del Monza e di un Catanzaro che ha sfiorato un sogno


Di GIANLUCA SCANU

Il destino non è questione di fortuna, ma di scelta, diceva William Jennings Bryan. E la scelta per l'ultimo posto disponibile per la Serie A ricade sul Monza, che sfrutta la miglior posizione ottenuta in campionato e chiude ogni discussione sulla formula dei playoff. La promozione arriva al termine di una stagione vissuta stabilmente nelle zone alte, confermando la solidità del progetto e la continuità del gruppo guidato da Bianco. Allo stesso tempo, il Catanzaro sfiora una delle favole più inattese del calcio italiano, presentandosi alla finale con la leggerezza di chi non ha nulla da perdere e la forza di chi ha già superato i propri limiti. Il confronto tra le due squadre accende il dibattito sulla meritocrazia del sistema, mentre in Europa emergono storie sorprendenti che ricordano quanto il calcio sappia ancora stupire. In Italia, però, la logica del campionato prevale e premia chi ha saputo mantenere un rendimento costante. Bianco, fresco di rinnovo, evita una beffa che avrebbe avuto il sapore dell’ingiustizia sportiva. La promozione del Monza chiude così una stagione intensa, combattuta e ricca di intrecci narrativi.

Aspetti tecnici. La finale si apre con un’andata che sembra indirizzare tutto: il Monza impone ritmo, qualità e cinismo, colpisce nel momento decisivo e lascia il Catanzaro stordito. Hernani e Caso firmano un uno-due che pare chiudere la pratica, sfruttando la superiorità tecnica e la capacità di gestire i momenti chiave. Ma il ritorno ribalta ogni copione: il Catanzaro entra in campo con coraggio, aggressività e una sorprendente lucidità tattica. I calabresi pressano alto, recuperano palloni e costringono il Monza a una gara di sofferenza inattesa. Il gol di Fellipe Jack apre scenari impensabili, mentre la rete di Frosinini accende definitivamente la sfida. Per lunghi minuti il Monza vacilla, perde certezze e si affida all’esperienza dei suoi uomini più navigati. Il Catanzaro gioca il miglior calcio del doppio confronto, ma non basta per ribaltare la montagna da scalare.

Meriti. Alla fine prevale la squadra più completa, quella che ha saputo mantenere equilibrio e continuità lungo l’intera stagione. Il Monza festeggia una promozione costruita con metodo, investimenti mirati e una guida tecnica che ha saputo valorizzare ogni risorsa. Bianco consolida la propria immagine di allenatore pragmatico e vincente, capace di gestire pressioni e aspettative. Ma gli applausi più calorosi vanno anche al Catanzaro, protagonista di una cavalcata che restituisce entusiasmo a un’intera piazza. Aquilani si conferma uno dei tecnici emergenti più interessanti, mostrando idee moderne e una notevole capacità di far crescere i suoi giocatori. Il suo futuro sembra destinato a un salto importante, con club di categoria superiore già pronti a bussare. La Serie B saluta così le sue promosse e archivia un campionato vibrante, fedele alla tradizione di una categoria imprevedibile. Ora tocca al mercato ridisegnare gli equilibri della prossima stagione.

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