Udinese festa fra memoria e gloria: il Toro crolla e l’ottavo posto torna vicino



 

UDINESE 2
TORINO   0

L'ANALISI Di GIANLUCA SCANU

La giornata della Dacia Arena si apre in un clima speciale, perché la città celebra i cinquant’anni dal terremoto del Friuli e gli Alpini portano in campo la loro fanfara, trasformando il prepartita in un momento di memoria collettiva. L’Udinese risponde all’atmosfera con una prestazione solida e concreta, che le permette di festeggiare anche sul campo. La squadra di Runjaic impone ritmo e idee chiare, mentre il Torino di D’Aversa appare subito meno brillante rispetto alle ultime settimane. I granata, reduci da una risalita importante in classifica, sembrano svuotati nelle energie dei loro uomini chiave. L’Udinese invece interpreta la gara con lucidità, sfruttando gli episodi e mantenendo sempre il controllo emotivo del match. Il pubblico accompagna ogni iniziativa friulana, percependo che la squadra ha la serata giusta. La partita si accende presto e promette equilibrio, ma col passare dei minuti la differenza di intensità diventa evidente. Il sabato friulano, tra ricordi e calcio, prende così una direzione chiara.

Inizio frizzante. L’avvio è frenetico: entrambe le squadre costruiscono occasioni immediate, con Simeone che impegna Okoye da distanza ravvicinata e Kabasele che costringe Coco alla deviazione in angolo. Dopo questo botta e risposta, il ritmo resta alto ma più ragionato, con le due formazioni che cercano di capire dove colpire. Il Torino prova a sfruttare le ripartenze, mentre l’Udinese cresce gradualmente nella gestione del pallone. Al 22’ Zaniolo trova anche il gol, ma la sua posizione irregolare fa scattare l’intervento del Var e tutto torna sullo zero a zero. L’episodio scuote i friulani, che da quel momento aumentano la pressione. Coco salva su Zaniolo, poi Paleari controlla un colpo di testa di Solet, ma il Torino comincia a soffrire. Nel recupero, l’azione decisiva: Ekkelenkamp sfonda a sinistra, mette un pallone morbido in area e Obrador si perde completamente Ehizibue, che anticipa tutti e insacca l’uno a zero. Il primo tempo si chiude con l’Udinese in crescita e il Torino in evidente difficoltà.

Sogno Udinese. La ripresa si apre con la stessa inerzia e l’Udinese impiega pochissimo a raddoppiare. Dopo sei minuti, Miller pennella un cross preciso e Kristensen, con un tempo perfetto, anticipa l’uscita incerta di Paleari e firma il due a zero. Il Torino accusa il colpo e non riesce più a ritrovare ordine né intensità. D’Aversa prova a cambiare volto alla squadra inserendo forze fresche come Kulenovic, Prati, Biraghi e Njie, ma la manovra resta sterile. L’Udinese invece gestisce con maturità, abbassa i ritmi quando serve e riparte con intelligenza. I friulani non rischiano praticamente nulla e mantengono sempre il controllo emotivo del match. Il Torino non trova mai la scintilla per riaprirla, segno di una giornata storta sotto ogni punto di vista. Il pubblico friulano accompagna gli ultimi minuti con entusiasmo crescente. Il triplice fischio certifica una vittoria meritata, che porta l’Udinese a quota 47 punti e apre scenari ambiziosi. L’ottavo posto ora è davvero nel loro mirino.

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